Dalla rassegna stampa Cinema

Zombi a Locarno Lo «scandalo» di La Bruce

…Discutibile, gratuito ma in qualche modo inoffensivo anche perché in fondo lo zombie losangelino utilizza i corpi morti per riportare la vita…

LOCARNO – Una figura umana esce dal mare. Il volto e la testa sembrano tatuati, con sfumature quasi mimetiche, ma la bocca è decisamente rossa. Ha il fisico del palestrato. Un giovane surfista gli dà un passaggio. E tutti temiamo per l’incauto ragazzotto. Infatti, fuori scena, si sente il rumore di uno schianto e quando torna l’immagine il giovane giace a terra. Morto stecchito, tra ferite aperte e sangue che fuoriesce. Gli si avvicina l’uomo misterioso deciso a fare sesso con lui. Solo che il pertugio prescelto è uno squarcio vicino al cuore e al momento culminante il membro viene mostrato: l’estremità è a coda di scorpione e secerne un liquido scuro. E qui viene il bello: il giovinotto si rianima, resuscita. E i due vanno, ognuno per la sua strada.
È l’inizio di L.A.Zombie il film di Bruce La Bruce che prima ancora di approdare in concorso a Locarno aveva agitato le solitamente placide acque del lago Maggiore, sponda svizzera. Le voci di necrofilia e sesso omoesplicito avevano messo in allarme conservatori e benpensanti, facendo affibbiare al film l’etichetta di indesiderato, come già avvenuto ad un festival australiano. Ipotesi che per fortuna qui è rientrata perché prima ancora che di provocazione si tratta di divertissement. Discutibile, gratuito ma in qualche modo inoffensivo anche perché in fondo lo zombie losangelino utilizza i corpi morti per riportare la vita (lo farà per tutto il film in situazioni diverse) sino a quando, forse perché schifato dal mondo che ha trovato, decide di ritagliarsi uno spazio di pace eterna scavandosi una fossa nel locale cimitero. O forse ha deciso di utilizzare il suo dono singolare su scala industriale.
LaBruce da tempo gira i suoi film in doppia versione, hard e soft (in Italia verrà distribuito da Atlantide Entertainment), al festival, come ovvio, si è vista quella soft, ma qualche brivido quasi proibito è rimasto. Anche perché il protagonista nei panni, laceri, dello zombie dispensatore di liquidi vitali è François Sagat, star del pornogay, che qui si vedrà anche come interprete del film L’homme au bain di Christophe Honoré, accanto a Chiara Mastroianni. Non molto alto, corpo da culturista, pochi capelli ma con uno scalpo tatuato che maschera la calvizie, François è il primo divo che si aggira per il festival e bisogna dire che la frase del nuovo direttore artistico Olivier Père «lasciatevi stupire» ha colpito nel segno. E questa sera in piazza Grande arrivano altri zombi, tedeschi, protagonisti di Rammbock di Marvin Kren e Benjamin Hessler.

6/7/2010

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