Dalla rassegna stampa Personaggi

PASOLINI

Il reportage – Sulle tracce dello scrittore e di Pelosi quella fatidica sera del novembre 1975… La «doppia» ultima cena prima della morte

Dove ha cenato l’ultima sera, prima di morire, Pier Paolo Pasolini? A Roma ci sono due ristoranti che si contendono questa fama. Uno è «Pommidoro» nel quartiere di San Lorenzo. L’altro è «Il biondo Tevere», sulla via Ostiense. Mi è capitato negli ultimi tempi di frequentarli entrambi e mi sono chiesto quale dei due fosse quello «autentico». Oppure Pasolini aveva cenato due volte? Quando da Pommidoro mi hanno mostrato l’assegno (mai incassato), con data e firma, con il quale lo scrittore aveva saldato il conto (la sera del 1° novembre 1975), ho avuto la certezza che avesse cenato lì. Ma poi ho scoperto che effettivamente era stato anche al Biondo Tevere. Basta ricostruire le ultime ore di vita dello scrittore.
Con Ninetto Davoli Pasolini cena da Pommidoro.
Poi fa un giro nei pressi della stazione Termini, dove conosce Pino Pelosi, il ‘ragazzo di vita’ con il quale decide di passare il resto della serata. I due si accordano per andare a Ostia. Sono sull’Alfa Gt di Pasolini. È sera tardi, sono passate le 23.MaPelosi non ha ancora mangiato. Ecco quindi che Pasolini accosta, sulla via Ostiense, presso la trattoria Il Biondo Tevere.Un ristorante tipico, molto popolare, abitualmente frequentato da Pasolini, Moravia, Elsa Morante e altri intellettuali. Lì Pasolini portava gli attori dei suoi film, spesso ragazzi di strada come Davoli o i fratelli Citti, e lì, sulla veranda affacciata sul fiume, si tenevano le riunioni di preparazione alle pellicole.
Per questo la proprietaria del ristorante, la signora Giuseppina Panzironi, non si stupisce quando, a tarda ora, vede arrivare Pasolini con un giovane ragazzomai visto prima. «Prego professore, si accomodi ». È tardi, il ristorante sta per chiudere, ma per Pasolini non si può non fare un’eccezione. «Era la sera del 1° novembre, la festa di Ognissanti», ricorda oggi la signora Panzironi, tutt’ora attiva al ristorante che ha mandato avanti per una vita intera con suo marito, scomparso da qualche anno. «Allora era una festa molto sentita dalla gente, infatti nonavevamo lavorato molto quella sera e per questo stavamo per chiudere. Ma mio marito non ebbe dubbi ad accogliere Pasolini, che era un nostro cliente abituale, una persona di poche parole ma sempre di straordinaria gentilezza». Pasolini prende per sé un semplice spuntino: una banana e una birra. Mentre per il ragazzo che è con lui ordina una cena vera e propria. I ristoratori chiudono la serranda. Quando Pasolini e Pelosi, poco dopo, lasciano il locale, la signora Panzironi e suo marito li accompagnano alla macchina.
Saranno gli ultimi a vedere lo scrittore vivo.
Quando l’indomani si diffonde la notizia dell’assassinio, la titolare del Biondo Tevere trasale. «Quando abbiamo sentito che era stato ucciso da quel ragazzino, sia io che mio marito abbiamo pensato che non era possibile. Pasolini aveva sì più di 50 anni, ma fisicamente ben messo, atletico, sportivo. Pelosi non aveva 18 anni, era un ragazzino mingherlino e difficilmente avrebbe potuto prevaricarlo. La polizia ha. chiesto a mio marito se quella sera ci fossimo accorti per caso che qualcuno avesse seguito l’auto di Pasolini. Manon abbiamo visto nulla. Purtroppo. È ancora un grande rammarico, quello di non aver potuto fare nulla per proteggerlo e, dopo, per aiutare le indagini ».
L’impressione delle ultime persone che videro Pasolini (l’inverosimiglianza di quell’omicidio perpetrato dal solo Pelosi) è, appunto, soltanto un’impressione. Maoggi ci sembra particolarmente significativa, perché va a convergere con i dubbi e le rivelazioni che si sono aggiunte, via via, nelle ultime settimane.
L’attrice Ines Pellegrini (la Zumurrud del Fiore delle Mille e una notte) ha rivelato che poche settimane prima di morire Pasolini era stato costretto a cambiare numero di telefono a seguito delle continue minacce. In una puntata di Chi l’ha visto su Rai3 il pittore e poeta romano Silvio Parrello, detto Pecetto, ha fatto alcune dichiarazione sorprendenti. Da informazioni ricevute ha avuto notizia che sulla scena del delitto, all’Idroscalo di Ostia, era presente un’altra auto, in tutto simile a quella di Pasolini, che sarebbe passata sul corpo dello scrittore. Un’auto appartenuta a un certo Antonio Pinna (un meccanico misteriosamente scomparso nel nulla all’età 33 anni il16 febbraio del 1976), portata il giorno dopo l’omicidio, ammaccata e sporca di fango, a un carrozziere del quartiere Portuense, via Donna Olimpia. Questi, intervistato da Chi l’ha visto?, ha dichiarato di essersi rifiutato di ripararla, avendo intuito che con quell’auto si era compiuto il delitto, visto che si sapeva che il Pinna era legato ad ambienti criminali. La Cineteca di Bologna ha messo a disposizione un filmato, finora inedito, realizzato da Sergio Citti poche ore dopo l’omicidio sulla scena del crimine. Ora si potrebbero studiare, in base alle nuove tecniche, i tracciati degli pneumatici sul terreno per capire se davvero ci fosse una seconda automobile.
Pelosi si è accusato di tutto, dicendo di essere stato solo. Soltanto nel 2005, parecchi anni dopo la fine della sua pena (9 anni), ha rilasciato una versione diversa: l’esecutore dell’omicidio non sarebbe stato lui. Quando alcune settimane fa Walter Veltroni ha chiesto al ministro della giustizia di riaprire il fascicolo di Pasolini, in molti hanno detto che 35 anni dopo sarà molto difficile accertare la verità. Ma ora nuovi elementi ci sono…

20/7/2010

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