Dalla rassegna stampa Teatro

Valeria Golino "Io, dal cinema al teatro tra Chopin e George Sand"

L´attrice domani sera a Villa Pamphilj nella drammaturgia “La padrona di casa” … E gli amanti naturalmente – perfino il pettegolezzo di una relazione lesbica – per i quali è ricordata più che per la letteratura…

Una pièce sulla passione che unì i due artisti e un´interpretazione inedita della “più scandalosa delle donne dell´Ottocento”: “Ammiro in lei la forza della diversità delle idee. Le sue lettere sono sublimi”

«Con te non sapevo più se era vita o letteratura. Mi ero innamorata di te o della tua malattia, della tua musica o della tua solitudine?». È una delle riflessioni di George Sand nel colloquio postumo con Frédéric Chopin immaginato da Sandro Cappelletto nella drammaturgia “La padrona di casa”, in scena il 16 per “I concerti nel Parco” a Villa Pamphilj (e poi il 17 al festival di Ravello). E la vita – il ricordo di un tormentato legame d´amore lungo nove anni tra la scrittrice francese e il grande musicista polacco – e l´arte si intrecciano sul palco, dove le parole e le composizioni di Chopin eseguite al piano da Roberto Cominati si intrecciano in un insieme armonico.
Ad interpretare George Sand, la più “scandalosa” delle donne dell´Ottocento – scandalosa fin dallo pseudonimo maschile scelto da Amandine Aurore Lucile Dupin – è Valeria Golino, una delle attrici italiane più estroverse, generose, inafferrabili, curiose di esperienze professionali le più disparate. Tanto che di se stessa dice: «In America sono un´attrice straniera, in Italia anche».
Non è difficile immaginare perché la Golino, che sta finendo di interpretare in Francia la commedia “Un baiser papillon”, abbia accettato un impegno così insolito. «Intanto per la musica: nella mia famiglia se ne ascoltava tanta, mio padre suonava il piano, ho imparato presto ad amare la classica, più di tutti Bach e Schubert». Poi per la personalità di George Sand, che con le sue due anime – padre aristocratico e madre borghese – non si è privata di nessuna delle cose più politicamente scorrette del tempo: il divorzio da un marito sposato per dispetto, abitudini irriguardose come vestirsi in pantaloni e fumare sigari in pubblico. E gli amanti naturalmente – perfino il pettegolezzo di una relazione lesbica – per i quali è ricordata più che per la letteratura. «Ammiro in lei la forza di una persona fiera delle propria diversità e delle proprie idee, che ha rinunciato ai suoi privilegi pur di seguire la sua strada e la sua lotta». E se pure George Sand non aderì ai movimenti proto femministi, la Golino riconosce che «per l´emancipazione femminile è sempre di grande attualità».
Un elemento essenziale è quello delle parole. «Sono rimasta stregata dalla bellezza delle lettere della Sand, sono sublimi», dice la Golino, che le “interpreta” con toni intimi e colloquiali, toccanti. E dalle lettere, oltre ai momenti di un amore vissuto e sofferto senza risparmi, emerge la sua personalità di donna dall´educazione formalmente perfetta, sovvertita dalla necessità di scelte ribelli e dalla volontà di usare il corpo e l´immagine per una visibilità che la società dell´epoca non era disposta a concedere alle donne.

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