Dalla rassegna stampa Cinema

Checco Zalone riprova il cinema a suon di risate nel mondo dell´Islam

Dopo il successo di “Cado dalle nubi” il comico torna al cinema: sta girando a Milano “Che bella giornata” in cui fa amicizia con una musulmana

BARI – L´Italia ha (ri)trovato il suo Borat. E´ barese, politicamente scorretto, fa tanto ridere e ora gira anche film di successo. Checco Zalone (oppure Luca Medici) torna al cinema. Il suo nuovo lavoro si chiama “Che bella giornata”, le riprese sono cominciate da qualche giorno a Milano e proseguiranno in Puglia e infine a Roma. La pellicola sarà nelle sale il 5 gennaio prossimo, «a cinepanettone mangiato. Saremo un cinedigestivo», con grandissime attese dopo l´incredibile e insperato successo di “Cado dalle nubi”, il suo primo film nato quasi per caso («c´era da sostituire Boldi nella programmazione») e che poi ha incassato 14 milioni di euro e guadagnato anche qualche premio della critica. «Questo però sarà un film diverso. Non c´è più la maschere del cantante neo melodico ma l´attore» spiega il regista e compagno inseparabile, Gennaro Nunziante, autore sin dagli esordi di Checco Zalone.
In “Che bella giornata” Zalone torna a prendere in giro manie e paure degli italiani attraverso quell´ingenuità travestita da ignoranza, battute terribili, inopportune, cattivissime che però fanno tanto ridere. «La risata è l´unico strumento di lotta e di emancipazione. L´unico modo che la gente normale, la gente come Checco, ha per esprimere il proprio dissenso e spesso il proprio disprezzo» dice Zalone. E così nel nuovo film Checco dopo essere stato raccomandato e aver superato un ragazzo con più meriti ed esperienza, riuscirà a lavorare come inserviente alla sicurezza del Duomo di Milano. Qui, attraverso una catena infinita di equivoci, entrerà a contatto con storie delicatissime e una ragazza lo introdurrà nel mondo dell´Islam. Nel cast la protagonista femminile è Nabiha Akkari, attrice franco-tunisina. Mentre accanto a Checco ci saranno Rocco Papaleo, Ivano Marescotti, Tullio Solenghi e Luigi Luciano. «Nessuna voglia di fare un film impegnato, noi vogliamo fare ridere magari portando al cinema gente che aveva perso questa abitudine» assicura Nunziante, come a rimarcare che Luca Medici (laureato in giurisprudenza, letture colte, ottima mano da pianista jazz) resterà a vita un tribale per scelta.

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