Dalla rassegna stampa Teatro

Operetta amorale ma anche dissacrante

Martedì 22 va in scena l’atto unico de «Le Pulle» della regista palermitana Emma Dante

Palermo – Non crediamo che abbia tutti i torti Emma Dante quando afferma che le sue opere hanno a Palermo vita difficile. C’è, però, da chiedersi quale sia il modo in cui l’artista si pone nei confronti di un mondo culturale, magari spesso sedicente tale, in cui non ha potuto o voluto inserirsi com’ella voleva. E’ una città difficile, la nostra, e non solo per il pubblico che affolla all’inverosimile gli spettacoli di cabaret o d’intrattenimento ma anche per chi o coloro che detengono il potere di finanziare, di disattendere, perfino di stigmatizzare un certo ribellismo che, invece, con furbizia, viene sfruttato per accendere curiosità, per porre problemi di accettazione o meno, per connotarsi altrimenti.. Non possiamo affermare che la Dante non sia un’artista e che, come tale, abbia fornito al pubblico e alla Cultura opere di un certo rilievo, che hanno fatto discutere ma che le hanno meritato prestigiosi incarichi in campo nazionale e perfino all’estero. Certo non si è sempre trattato di successi. L’ultima, discussa esperienza del “Teatro alla Scala” di Milano conferma la non completa condivisione del suo estro registico, di certe sue spregiudicate innovazioni, di certe sue, pensiamo volute, spigolosità. Ma Emma continua per la sua strada, amministrando con intelligenza successi e discussioni, dandosi o facendosi desiderare, impartendo ad allievi, magari paganti, una didattica tutta sua ma intrigante e attirante. Da “Mpalermo” fino a “Cani di Bancata” l’artista ha curato testi, regie, scelto e istruito gli attori, seguito e fatte lievitare performances, coinvolgendo anche artisti di grande spessore fra cui ricordiamo il grande Giorgio Li Bassi che contribuì senza ombra di dubbio allo strepitoso successo di “Michelle di S.Oliva” con quella sua indimenticabile danza del ventre. Adesso, dopo aver girato tanto da incuriosire oltre misura i suoi concittadini, la sua ultima fatica, “Le Pulle”, arriva finalmente a Palermo, debuttando il 22 al teatro Dante, “preso in affitto per l’occasione”, come si afferma polemicamente nel comunicato che aggiunge:””Il problema è cronico della gestione della cultura a Palermo e in Italia”. Ma lasciamo da parte le polemiche e parliamo dello spettacolo. Emma definisce “Le Pulle” un’operetta amorale. Si tratta di un atto unico, parlato, cantato e che tratta metamorficamente ma non troppo del diffuso fenomeno della prostituzione, rispolverando, seppure in modo tutto personale il tema della “puttana santa” di buona memoria. Sul palco le pulle (puttane), quattro travestiti e un transessuale in mistica, seppur particolare, contemplazione di atipiche madonne. Delle fate, guidate dalla loro levatrice, compiono un miracolo che si articola in una scenica dimensione onirica, in cui maschile e femminile si rovesciano, si mischiano, esaltati dalla scomunica del Cardinale. Tutto molto variopinto e ritualmente dissacrante.

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