Dalla rassegna stampa Cinema

La tragicommedia del porno etero-gay con le voci italiane di Lillo e Greg

In arrivo l’indipendente Usa “Humpday- Un mercoledì da sballo”: due amici non omosessuali decidono di filmarsi in un rapporto a luci rosse. Il duo di doppiatori: “Si ride ma è un film serio sull’omofobia”

ROMA – L’idea di Humpday – Un mercoledì da sballo, film cult e pluripremiato in arrivo dagli States, è racchiusa in un ossimoro: porno etero-gay. Perché è questa la sfida che, sullo schermo, i due protagonisti, amici da anni, si lanciano: girare un film casereccio che immortali un rapporto sessuale tra loro due – uomini a cui, dichiaratamente, piacciono solo le donne. E il risultato è una sorta di tragicommedia fatta di discorsi a ruota libera, momenti malinconici e situazioni divertenti. Con un elemento di curiosità in più, nella versione italiana: la presenza di due personaggi amici e complici (nella vita e nel lavorio) come Lillo e Greg, nel ruolo di doppiatori dei due interpreti principali.

Sono loro infatti, Pasquale Petrolo e Claudio Gregori – coppia radiofonica, teatrale, musicale con la band Latte e i suoi derivati – a fornire le voci ai due stralunati eroi della pellicola: Ben (Mark Duplass, doppiato da Greg) e Andrew (Joshua Leonardo, doppiato da Lillo). Si sono conosciuti al college, poi le loro strade si sono divise: Ben ha messo la testa a posto e si è sposato con Anna (Alicya Delmore); Andrew si autoproclama artista e gira il mondo senza mete precise. Ma poi torna dall’amico, lo coinvolge in una festa “dionisiaca” a casa della sua fiamma del momento (la interpreta la regista del film, Lynn Shelton), e lì, tra alcol ed erba, matura la loro idea: partecipare a un festival di porno caserecci con un filmino che immortala un rapporto sessuale tra i due. Peccato però che entrambi si dichiarino assolutamente eterosessuali. E chissà come farà Anna a digerire il programma “artistico” dei due…

Il tutto in una pellicola – in arrivo nelle nostre sale dal 4 giugno, distribuita dalla Archibald di Vania Traxler Protti – non dichiaratamente comica, malgrado l’argomento che tratta. Anche se in certi momenti gli elementi divertenti prevalgono: “In alcune scene non si può fare a meno di ridere – spiega Lillo, alla presentazione di questa mattina – come ad esempio quando Ben tenta di spiegare la situazione alla moglie, o quando cercano di cominciare a girare il porno. Il loro imbarazzo strappa risate: è una comicità non di battute ma di situazioni, un po’ cone la nostra. Ma credo che in realtà si tratti di un film serio, che parla di omofobia. E soprattutto di amicizia, dell’incontro tra i due mondi diversi dei protagonisti”.

Un’interpretazione, la sua, avallata dallo stile scelto dalla regista: Humpday si inserisce infatti nella corrente più sperimentale del cinema low budget americano, il Mumble Core, che si affida molto alla verità e spontaneità dei dialoghi. Non a caso, è stato premiato sia al Sundance che agli Independent Spirit Awards. “L’aspetto sperimentale è importante – prosegue Lillo – perché in altre mani questa storia del porno etero gay sarebbe potuta diventare retorica e cialtrona. In Italia, ad esempio, ci avrebbero scritto su battute scontate, telefonate, volgari. Invece qui quando si ride si ride con gusto”.

Quanto alla strana coppia di doppiatori, entrambi sottolineano che prestare le loro voci non è stato affatto facile: “E’ un film difficile da doppiare – spiega ancora Lillo – perché gli attori usano molte esitazioni, nel parlare. Ero spaventatissimo. Certo, la familiarità con Claudio mi ha aiutato: anche quando lavoravo da solo, chiedevo alla direttrice del doppiaggio di farmi sentire la sua voce, anziché quella originale, per sentirmi a mio agio”. Alla fine, anche lui non resiste al gusto dello scherzo intorno al tema di Humpday: “Sì, anche io e Greg abbiamo fatto sesso più volte… mentre si è in tour è comodissimo”.

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