Dalla rassegna stampa Teatro

IN CADUTA LIBERA NELL’ABISSO DELL’EROS

La compagnia ricci/forte a Roma – L’estro? Sta tutto nell’architettura vertiginosa che creano in scena Sono bastate poche stagioni a fare di ricci/forte uno dei gruppi cult della scena italiana, con spettacoli crudeli, graffiati che vanno dritto allo stomaco senza tanti sconti…. Coinvolti fino …


Teatro Piccolo Eliseo Un momento dello spettacolo

Macadamia Nut Brittle
di ricci/forte
con Anna Gualdo, Andrea Pizzalis, Giuseppe
Sartori, Mario Toccafondi
regia di Stefano Ricci
Roma, Piccolo Eliseo fino al 30 maggio

Sono bastate poche stagioni a fare di ricci/forte uno dei gruppi cult della scena italiana, con spettacoli crudeli, graffiati che vanno dritto allo stomaco senza tanti sconti. E controllando il loro «passaporto» artistico se ne capisce il perché: è una coppia di autori – Stefano Ricci e Gianni Forte – dalle radici robuste, cresciuta all’Accademia d’Amico e poi irrobustita con iniezioni di drammaturgia fatte direttamente da Edward Albee. Ma anche dotata di una doppia natura: di giorno televisiva, come sceneggiatori dei Cesaroni e della serie Hot (bollente nel nome e nel contenuto). Di notte teatrale, in cerca del lato oscuro.
Ricci/forte sono i Ratatouille della drammaturgia, chef di ricette patinate e anatomopatologhi di umani decomposti, secondo un percorso che ha un suo filo interno, una logica impietosamente assemblatrice che porta dall’uno all’altro capo. Se da una parte c’è la sit-com, carinamente arruffata, dall’altra gli risponde Macadamia Nut Brittle, specchio ebbro di giovinezze slabbrate.
Sbriciolate in scena come muffin avvelenati. Le istruzioni di lettura alla platea in arrivo, le danno i tre ragazzi (Andrea Pizzalis, Giuseppe Sartori, Mario Toccafondi), snocciolando un alfabeto muto di preparazione al volo.
Masturbazione, scuotimento, uscite a destra e sinistra. Pronti, via. In caduta libera. Nell’abisso del desiderio compulsivo in cerca d’amore di tre ragazzi omosessuali e una wonder-woman (Anna Gualdo) sfigatissima. Tra incontri al buio e chat squilibrate.
TEEN-OSSESSIONI
Dietro la drammaturgia di Ricci & Forte, c’è in Macadamia un omaggio alle teen-ossessioni dello scrittore americano Dennis Cooper, dal quale trarre un’ideale mappa di ricognizione per Faust contemporanei, dannati del desiderio d’amore.
Smarriti nel labirinto di web-mercati, nei non-luoghi da set televisivo, nell’anti-eden che è diventata la vita. L’affondo è implacabile, inferto magari con un sorriso sulle labbra.
Con ritmi da sketch comico – la carrellata dell’incontro mozzafiato raccontato in una sequenza a quattro -, o con un monologo drammatico – la storia di solitudine e follia emessa da una straniata Anna Gualdo, quasi un quadro da porno-Hopper. E se la forma teatrale è un impasto visionario con echi vari già visti sulla scena contemporanea (le geometrie dei Raffaello Sanzio che qui diventano barocche, i prestiti disneyani che usa Latella, le orge di segni dei Marcido) l’estro di ricci/forte sta proprio nell’architettura vertiginosa che riescono a creare tra una forma e l’altra. Col rischio, non sempre evitato, di un certo compiacimento della propria estetica e del pubblico (assolutamente entusiasta) al quale si rivolge. Dando l’impressione di credere che lo sguardo, a telecamera fissa, sia sull’unico e nonsu unodei tanti peggiori mondi possibili.
Coinvolti fino allo spasimo e bravi i protagonisti, tranne Anna Gualdo. Lei è mostruosamente brava.

22/5/2010

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