Dalla rassegna stampa Cinema

INTERVISTA CON MONTI PARUNGAO

Uno degl’incontri più interessanti che abbiamo avuto allo scorso GLBT di Torino è stato sicuramente quello con Monti Parungao…

Uno degl’incontri più interessanti che abbiamo avuto allo scorso GLBT di Torino è stato sicuramente quello con Monti Parungao (in concorso al Festival con Sagwan), non solo perché è attualmente uno dei registi asiatici più controversi del panorama, ma anche perché è stata un’ottima occasione per fare luce su una delle cinematografie attualmente più interessanti del globo, ovvero quella Filippina.

Circondato da un’aura che sta tra mistero e intelletto, Parungao ci risponde con il carisma di un piccolo lord, gustandosi, tra una chiacchierata e l’altra, la sua amata sigaretta e un caffè rigorosamente americano. Grazie a Dio non ci ha chiesto cosa pensiamo del suo film (odiamo mentire, e Sagwan è effettivamente opera poco riuscita, spesso traballante, mai coinvolgente), il che è forse l’ennesima prova che Parungao è, nonostante tutte le polemiche che lo circondano, una persona di classe e persino diplomatica..

Allora, tu vieni dalla televisione. Che cosa ti ha spinto a fare film? Che cosa cerchi di esprimere attraverso il Cinema?

Io sono una persona molto attiva nella comunità gay di Manila, e attualmente, non so nemmeno bene perché, forse addirittura per moda, i gay delle Filippine si stanno moltiplicando a vista d’occhio. I miei programmi televisivi hanno sicuramente aiutato la comunità, a Manila c’è ancora molta discriminazione, e credo che i miei lavori abbiano aiutato gli etero ad accettare più facilmente l’omosessualità, a vederla come una cosa normale. Era dunque inevitabile che io provassi anche con il Cinema, ed è per questo che è nato Sagwan. Sai, negl’anni 80’, noi gay filippini non potevamo nemmeno fare outing, dovevamo nascondere la nostra omosessualità, ed è per questo che io ho un figlio. Ora, cosa succede? A trovarsi confusi, oggi, sono proprio questi figli. Quel che voglio dire con il mio film, è che in verità non è importante la preferenza sessuale di una persona, quanto il sentimento che c’è dietro. Molto giovani spettatori che hanno visto il film si sono riconosciuti nel protagonista, e ciò è molto bello: vuol dire che il film ha funzionato.

Oggi, ogni regista filippino sembra sentire il bisogno di fare film gay. Non solo gli indipendenti come Brillante Mendoza o Joselito Altarejos, ma anche quelli più commerciali come Olivia Lamasan o Joel Lamangan. Mi sai spiegare il perché?

La verità è che nelle Filippine, il Cinema mainstream locale sta morendo. Se uno spettatore deve spendere soldi, preferisce farlo per i film americani. E sai chi sono quei pochi filippini che vanno ancora al Cinema? I gay!! Ed è per questo che a guadagnare al botteghino sono soprattutto i film a tematica omosessuale. Guarda il mio terzo film, Santuaryo: è davvero un film di merda, con attori che non sapevano recitare.. eppure ha guadagnato, e sai perché? Perché gli attori, che interpretavano omosessuali, sono sexy. Il gay movie è il trend dell’attuale Cinema Filippino.

Sagwan è parecchio esplicito.. cosa pensi sia il confine tra arte e pornografia?

Agl’occhi di un filippino, Sagwan è pornografia. E lo penso anch’io. Molti critici hanno difeso il film dicendo che le scene esplicite erano necessarie per ricreare l’emozione dei personaggi, ma io non sono d’accordo..

E allora perché li ha lasciati?

Per vendere meglio no?

Dove hai trovato gli attori per delle scene così esplicite?

Non è stato difficile. Durante i provini, chiedevo chiaramente agl’attori se hanno mai avuto sesso con persone omosessuali. Se la risposta era no, li scartavo subito. Per questo, gli attori del film non fanno nulla di diverso da ciò che hanno già fatto nella vita reale. Ciò dà un tono più veritiero alla pellicola.. è stato tutto molto spontaneo e naturale. Anche per questo motivo, non uso mai attori professionisti, perché avere visi famosi in un film rende tutto più falso.

Hai avuto problemi con la censura filippina?

Ho avuto diversi problemi a Manila. Per esempio, nella prima scena del film, ci sono io in veste di attore mentre faccio un pompino ad uno dei protagonisti. Ovviamente nelle Filippine fu uno scandalo, sono usciti dei servizi che mi accusavano di approfittare dei miei attori.. non sapevano che era tutto fake! La verità è che essendo un film così low budget, non c’erano altri attori a disposizione, e allora ho dovuto interpretare io stesso quel ruolo.

Poi, dopo la prima del film alla U.P (University of the Philippines), abbiamo ricevuto denunce dalla Censura, perché non avevamo il permesso di proiettare la pellicola. Da quel giorno, la U.P non ha più fatto anteprime di pellicole a tematica gay.. e ancora oggi diverse persone mi danno la colpa di questo fatto..

Ma sei una persona controversa!!

Lo so, ma mi diverto (ride).

Hai visto qualche altro film qui al Festival?

Solo una, Amphetamine di Scud, è bellissimo. Sai, questo è il mio primo Festival, e non so bene come muovermi.. così passo la maggior parte del mio tempo chiuso nella mia stanza in albergo a lavorare al computer.

Ah, stai lavorando anche qui?

Si, sto facendo la post-produzione del mio ultimo film, Pulupot. Lo vedrete a Manila in Giugno.

Nocturno.it

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