Dalla rassegna stampa Cinema

Claudia Cardinale, artista «alternativa»

… “Le Fil”, racconta una forma di oppressione a tutt’oggi sempre uguale, quella subita dagli omosessuali nel mondo musulmano. A testimoniarla, basterebbero le difficoltà che le riprese in Tunisia hanno comportato, e che solo la presenza nel cast di Claudia Cardinale ha permesso di superare….

Carmelina ne “I soliti ignoti” di Monicelli, 1959. Barbara Puglisi ne “Il bell’Antonio” di Bolognini, 1960. Ginetta Giannelli in “Rocco e i suoi fratelli” di Visconti, 1960. Aida Zepponi ne “La ragazza con la valigia” di Zurlini, 1960. Claudia in “8 e 1/2” di Fellini, 1963. Rosa Nicolosi ne “Il giorno della civetta” di Damiani, 1967.
Oggi che Claudia Cardinale ha 72 anni, e nel suo film più recente interpreta Sara, madre tormentata di un ragazzo gay, viene spontaneo ricordare i grandi personaggi della sua giovinezza. In special modo quelli con cui ha accompagnato le trasformazioni della società italiana: in riferimento al costume sessuale, alle regole che poco per volta sono state infrante, a un clima di oppressione che negli anni cominciò ad alleggerirsi.
Proprio se considerato dal punto di vista di quei personaggi, l’odierno spendersi di Claudia Cardinale per un regista esordiente appare come una logica conseguenza, e nello stesso tempo come l’assunzione di un grande rischio. Non sappiamo infatti se il giovane Mehdi Ben Attia, tunisino come lei, potrà in qualche modo confrontarsi con i grandi maestri che in passato l’hanno diretta.
E’ certo però che nei contenuti la sua opera prima, “Le Fil”, racconta una forma di oppressione a tutt’oggi sempre uguale, quella subita dagli omosessuali nel mondo musulmano. A testimoniarla, basterebbero le difficoltà che le riprese in Tunisia hanno comportato, e che solo la presenza nel cast di Claudia Cardinale ha permesso di superare.
Del resto, la sua presenza ha illuminato anche la prima mondiale del film, che l’altra sera a Torino ha inaugurato il Festival internazionale del cinema gay.
In questa recentissima occasione, la figura di Claudia Cardinale, oltre a convogliare l’attenzione dei media verso le intolleranze che caratterizzano il Medio Oriente, ha indirettamente attaccato un aspetto tipico del costume occidentale. Aspetto che ormai non riguarda più solo le donne, ma anche gli uomini: la paura di invecchiare.
Come si può constatare vedendo l’intervista rilasciata a Torino, una delle donne più belle e affascinanti del mondo non fa niente per nascondere i segni dell’età. Ma possiamo dirlo anche con altre parole.
Una figura storica del cinema mondiale, un’attrice riservata e discreta, un’elegante signora, ancora una volta si dimostra seriamente “alternativa”. Dandoci la sua ennesima lezione di non conformismo.

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