Dalla rassegna stampa Cinema

Cella 211

Il film carcerario è un sotto-genere nobilissimo che ha, soprattutto nel cinema americano, una grande tradizione…

Il film carcerario è un sotto-genere nobilissimo che ha, soprattutto nel cinema americano, una grande tradizione. È moltointeressantechearriviunepigonodalla Spagna, dove il tema «rivolta in prigione» acquista connotazioni politiche forti. Nel carcere di Zamora, i detenuti comuni più pericolosi si impadroniscono di un braccio dell’edificio tenendo come ostaggi tre militanti dell’Eta al cui destino il governodi Madrid è particolarmente sensibile. Fatalità vuoleche nella cella 211 del titolo rimanga, all’inizio della rivolta, il giovane secondino Juan. Essendo al suo primogiorno di lavoro, i galeotti non lo conoscono e Juan ha la geniale ma pericolosissima intuizione di fingersi un recluso appena arrivato, facendo così il doppio gioco durante le trattative… Cella 211 è un film violento, potente, che si segue col fiato in gola. Daniel Monzon, il regista, è un maiorchino 42enne al quarto film: con Cella 211 ha vinto 8 Goya(l’Oscarspagnolo),tracuiquelli-meritatissimi – ai due attori principali, il truce malavitosoLuisTosarel’esordienteAlberto Ammann.

Stellette: 3

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