Dalla rassegna stampa Cinema

Departures - Una morte serena

…Non senza momenti ironici, che gli hanno valso in patria un incasso pari a oltre 60 milioni di dollari. Vi sorprenderà…

Il titolo significa, né più né meno, «decessi ». Dipartite. Morti. Si poteva forse tradurlo dall’inglese, visto che il film è giapponese e si intitola, in originale, Okuribito. Ma non importa. Importa molto, invece, che questo notevole film esca in Italia per iniziativa del Cec di Udine e di Cinemazero di Pordenone che da anni organizzano in Friuli l’imprescindibile FarEast Festival, dove il film è passato. Departures ha vinto l’Oscar 2008 come miglior film straniero, davanti al super favorito israeliano Valzer con Bashir.
È un film che parla di morte in modo sereno. Il protagonista è un violoncellista che, licenziato da un’orchestra di Tokyo, trova lavoro in provincia come nokanshi, antica e toccante professione che consiste nell’«acconciare» i cadaveri prima della sepoltura. Tanti sono i temi che il film propone: il contrasto città/ provincia e modernità/tradizione, l’accettazione della morte come estremo momento della vita, l’essenzialità del Rito nella cultura giapponese. Non senza momenti ironici, che gli hanno valso in patria un incasso pari a oltre 60 milioni di dollari. Vi sorprenderà.

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