Dalla rassegna stampa Cinema

Un autore in cerca di sei personaggi nel centro di Milano

….Commedia sulla famiglia italiana con un titolo da merendina, lascia ampio spazio alle battute, alla recitazione anche un po’ sopra le righe e si trasforma ben presto in una trappola sapiente dove scontrarsi con alcuni punti dolenti del mondo contemporaneo…

Gabriele Salvatores riunisce la sua famiglia cinematografica con cui dimostra affiatamento ormai più che ventennale e, a parte le maestranze, rimette insieme due attori del suo gruppo di amici, Fabrizio Bentivoglio e Diego Abatantuono che non si incontravano sul set dai tempi di Marrakech Express, viaggiatori sans frontières ed ora padri di famiglia ugualmente disponibili alle avventure che la vita offre. Due estrazioni diverse, della Milano bene l’uno e tardo hippy l’altro: l’occasione è far incontrare le famiglie dei rispettivi figli sedicenni che hanno deciso di sposarsi.
Il testo di partenza è la commedia finalista del premio Solinas di Alessandro Genovesi già andata in scena al Teatro dell’Elfo (che Salvatores fondò nel ’70 e dove iniziò la sua attività di regista), un intreccio pirandelliano dove uno scrittore decide di scrivere una sceneggiatura d’autore «ma di successo». I personaggi evocati prendono vita e interagiscono tra di loro e con il pubblico attraverso un espediente super vietato al cinema, il look in camera, cioè lo sguardo verso il pubblico ad ammiccare o a chiedere consenso, concesso solo a Oliver Hardy. In questo caso si può anche fare un’eccezione, poiché oggi tutta la comunicazione passa anche attraverso il vis à vis tipico della tv di cui il protagonista scrittore, Fabio De Luigi, è una star. Ben inseriti nel quadretto di famiglia tutti gli attori da Margherita Buy a Carla Signoris (le mamme), Corinna Augustoni (la nonna, attrice dell’Elfo), Valeria Bilello (la ragazza dai capelli rossi), Alice Croci e Gianmaria Biancuzzi (i figli) e Sandra Milo che aggiunge un tocco di follia in più oltre a quello sparso a piene mani da Abatantuono e Bentivoglio.
Commedia sulla famiglia italiana con un titolo da merendina, lascia ampio spazio alle battute, alla recitazione anche un po’ sopra le righe e si trasforma ben presto in una trappola sapiente dove scontrarsi con alcuni punti dolenti del mondo contemporaneo o meglio del penoso microcosmo italiano fatto per lo più di volgarità, razzismo, spaesamento e paura. Interessante il suo modo di provocare la risata che dal fondo di un pozzo oscuro fa emergere quello che sarebbe meglio restasse sommerso: non siamo poi troppo lontani dal mondo di Io non ho paura, dove si distillavano sotto forma di personaggi circoscritti caratteristiche ben più vaste di un intero paese. Apparentemente Salvatores si dedica alla commedia, in realtà non tralascia il metro del discorso morale dei suoi ultimi film.

COMMEDIA

HAPPY FAMILY DI GABRIELE SALVATORES, CON FABIO DE LUIGI, DIEGO ABATANTUONO, ITALIA 2010

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