Dalla rassegna stampa Personaggi

Pasolini inedito Dell’Utri fa marcia indietro

Il senatore ammette di non avere il capitolo ´Lampi sull’Eni – Vacis: ´Se ce l’avesse dovrebbe spiegare come è arrivato a lui

Il giallo sul presunto capitolo scomparso da Petrolio, romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini, si annacqua ogni giorno di più. E Dell’Utri stesso, che pochi giorni fa aveva annunciato di essere in possesso del prezioso manoscritto, «Lampi sull’Eni», aggiunge altro colore alla vicenda: «La scopertamiè stata annunciata da una persona che è sulle tracce del testo», dichiara dalle pagine di un quotidiano. Il braccio destro di Silvio Berlusconi, dunque, fa marcia indietro e ammette non solo di non avere il testo, ma di non averlo neanche letto. Evidentemente aveva visto giusto Gabriele Vacis, che a tal proposito aveva detto: «Non credo ce l’abbia davvero, credo invece sia, ancora una volta, una boutade pubblicitaria per la sua Mostra del Libro antico che si aprirà a giorni. Come già accadde per i Diari di Mussolini, poi rivelatisi un falso. Ma se così non fosse, allora Dell’Utri dovrà spiegare come ha fatto ad entrarne in possesso. Perché se esiste quel capitolo, è stato rubato dalla scrivania di Pasolini pochi giorni dopo la sua misteriosa morte, come già molti dissero». Il senatore del Pdl dice che il misterioso testo sarà esposto alla Mostra del Libro Antico (Milano, 12-14 marzo), dove il gran visir di Publitalia ha naturalmente una parte importante.
LO SPETTACOLO
Ma quali scottanti informazioni conteneva il prezioso capitolo21 di Petrolio? È proprio questo l’argomento al centro del nuovo lavoro di Vacis: Il signore del Cane Nero, in questi giorni allo Stabile di Torino (fino al 14 marzo). Un lavoro approfondito, frutto di un anno di studi su una mole ricchissima di documenti e ovviamente sulle 600 pagine di Petrolio. «Questa è una delle tante pagine misteriose del nostro Paese, che i giovani dovrebbero conoscere e che invece non conoscono – spiega Vacis – . Mattei fu uno degli uomini più potenti e importanti del Paese e Pasolini fu una delle teste più lucide. Mattei non era un santo, ma non era un corrotto, cosa non da poco per noi di questa epoca così abituata a dividere gli eroi e i santi dai corrotti. Invece Mattei ne fece di tutti i colori, ma con un progetto al servizio del Paese. Era un italiano con i difetti degli italiani,masenza la volontà di sfruttare tali difetti».
E anche per il regista le morti di Mattei e di Pasolini potrebbero essere legate da un filo rosso. L’autore di Accattone in quei tempi stava indagando sulla morte di Mattei. E in Petrolio, come si legge nel copione di Vacis, Pasolini disse che sapeva tante cose, sapeva nomi di uomini e aziende. Svelava, come ricorda Gianni D’Elia – che al poeta e alle sue riflessioni sull’intreccio fra stragi e P2 ha dedicato un libro (Il petrolio delle stragi) – nuovi scenari sulla «lotta tra capitalismo di stato e capitalismo privato del petrolio».

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