Dalla rassegna stampa Cinema

Come va la famiglia? Molto bene, grazie

Nel film in concorso «The kids are all right» di Lisa Cholodenko con Julianne Moore e Annette Bening una coppia lesbica con figli avuti per inseminazione artificiale, venti anni dopo, riscopre le delizie familiari a base di gelosie, silenzi e bugie. Rilancio del cinema sperimentale al limite della …

JULIANNE MOORE E ANNETTE BENING IN «THE KIDS ARE ALL RIGHT» DI LISA CHOLODENKO

BERLINO
Nic e Jules sono una coppia lesbica, insieme da molti anni, una bella casa, due figli ormai cresciuti, nati con inseminazione artificiale, uno per ciascuna: Nic (Annette Bening) la bionda e timida Joni come Joni Mitchell di cui da ragazza sapeva cantare tutte le canzoni, specie quelle in Blue, bravissima a scuola e super timida nella vita forse per l’eccesso di genitore ingombrante. Jules (meravigliosa Julienne Moore), ha Laser quindicenne goffo appassionato di sport e un po’ confuso, che passa il suo tempo con l’amico skater strafatto Clay – oddio sarà mica omosessuale si chiedono le Mamme preoccupate.
Nic è medico, Jules sarebbe stata architetto ma si è occupata dei bimbi. Le due vivono la stanchezza del matrimonio, Joni partirà per il college (molto esclusivo) e l’estate dei suoi diciotto anni il fratello le chiede di aiutarlo a conoscere il padre che scopriranno essere comune. Nelle loro vite entra così Paul, scapolo convinto, una fantastica moto (Bmw) old fashion, proprietario del ristorante bio più tendenza della città,molte giovani e bellissime amanti. Colpo di fulmine ma: chi sarà travolto da questo incontro? Le Mamme, i figli o il padre ritrovato? The Kids are all right è il nuovo film di Lisa Cholodenko (Laurel Canyon, 2002), commedia losangelina che prende in giro con scanzonata irriverenza nevrosi e certezze di una certa cultura americana upper class e bio-convinta, tenace nel rivendicare la propria peculiarità ma nelle cose «ordinarie » della vita disarmata fino a a scoprirsi accanitamente conservatrice. La famiglia è sempre la famiglia, e ecco dunque Nic difenderla dall’assalto di colui che è solo un donatore di sperma e manco ha finito la scuola. Jules invece ci va a letto ma non è diventata etero, solo è stanca del ménage, i filmini porno non funzionano e che bello provarne uno dal «vero», tanto poi l’amante si può liquidare.
Le due non sono simpatiche, e neanche i ragazzini da loro allevati, forse la ragazza si salverà col college – mi dispiace lasciarti da solo dice al fratello. Il più simpatico è Paul nonostante l’ansia di famiglia e dei quasi cinquanta in arrivo… Perché appunto la famiglia è sempre la famiglia, Cholodenko è brava a raccontarne le contraddizioni di un sentimento «primitivo» che prende il sopravvento nelle sue forme codificate (gelosie, insicurezze, silenzi, bugie) in ogni relazione amorosa, il gender insomma non c’entra. Solo che i suoi personaggi sono un po’ troppo antipatici, sgradevoli in genere con la presunzione arrogante di poter disporre degli altri come vogliono, e lo sguardo della regista sembra ambiguo, quasi che l’ironia scivoli nello stereotipo di sapore vagamente moralista… Alla fine la coppia si ricompone, l’intruso è stato allontanato. Come il giardiniere ispanico cacciato senza replica da Jules solo per un sorriso divertito di troppo.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.