Dalla rassegna stampa Cinema

Maschi, tranquilli prendo io l'iniziativa

Gli uomini? Dormono. E allora Nicole Grimaudo non ci pensa due volte: “Faccio il primo passo”, ammette. E declina le doti di un fidanzato ideale

Nel grande soggiorno del suo appartamento romano, Nicole Grimaudo versa il caffè e saluta la mamma che sta andando via.

Sembrava sua sorella.
«Vero? Ha avuto la prima figlia a 15 anni, lei e mio padre fecero la “fuitina”. Si amano ancora moltissimo». Anche Nicole se ne andò a 15 anni da Caltagirone per Non è la Rai. Da allora teatro, tv, cinema e ora il bis con Ferzan Ozpetek: dopo Un giorno perfetto, ecco Mine vaganti (al festival di Berlino il 13 febbraio, nelle sale a marzo), dov’è un’imprenditrice innamorata di Riccardo Scamarcio.

Che però è gay.
«Ti rendi conto? Ha girato scene incredibili con tutte e a me capita l’unico film dove non fa sesso».

Comunque ha avuto altri partner interessanti: Bova, Favino, Liotti.
«Se è per questo sono stata sposata anche con Mr. Big».

Mr. Big – Chris Noth di Sex and the City?
«Lui. In Giulio Cesare, la fiction. Io ero Giulia, la figlia di Cesare. Mr. Big era Pompeo. Un simpaticone».

Si è mai invaghita davvero di un omosessuale?
«Ci manca solo questo».

Mai respinta per altre ragioni?
«Mi è capitato di essere lasciata, respinta a priori no. Anche perché non mi si scatena nulla se non sento che dall’altra parte c’è lo stesso interesse».

E quando lo sente cosa fa?
«Mah… non ho problemi a prendere l’iniziativa. Anche perché gli uomini dormono. Dopo ti dicono “è che io pensavo che tu non volessi…”: ma che pensavi??? Meno male che ho fatto il primo passo. Io certi ragionamenti non li posso fare, tipo non chiamare perché tocca a lui: se mi va di scriverti “grazie della serata”, pensa quello che ti pare ma te lo devo dire».

È un’impulsiva?
«Lo ero. I famosi dieci secondi prima di parlare non sapevo cosa fossero».

E adesso?
«Me ne prendo pure venti». È fidanzata? «No, sono sola da due mesi: caratteri e vite troppo diverse, anche città diverse. È durata un anno, ma quando si litiga più del dovuto l’amore diventa un massacro».

È importante avere qualcuno vicino?
«La vita è un’altra cosa con una persona accanto. Però la bulimia dei sentimenti è drammatica. Adesso so che se ho una storia è perché voglio lui; una volta avevo bisogno di sapere che sarebbe arrivata la telefonata, il messaggio carino».

Che cosa la fa arrabbiare?
«La disattenzione. La mancanza di rispetto, anche nelle piccole cose. Le bugie, comprese quelle piccole tipo ho mangiato la pasta al sugo e invece era carne: divento pazza».

Lei ci riesce, a dire la verità?
«Adesso sì. Una persona ti deve conoscere per come sei».

Che tipo di uomini preferisce?
«Quelli che stanno bene dappertutto. A parte questo, ho bisogno di uno che dica “stai tranquilla, ci sono io”. Mi piace l’idea di potermi abbandonare: poi non lo faccio perché sono abbastanza autonoma, però il pensiero mi rilassa. Voglio il gentiluomo che ti fa sentire donna, ti apre la porta, decide: si va a cena e ci pensa lui. In realtà facciamo tutto noi, però che ci lascino almeno l’illusione».

Mai attratta dal genere tormentato?
«No, le missioni speciali non mi interessano: energia sprecata. Stare con uno che si fa desiderare, corrergli dietro… ma perché? Già corriamo tanto».

In aprile compirà trent’anni.
«Mi spiace solo di non avere un figlio perché ho sempre detto “lo voglio prima dei 30”. Per fortuna ci sono i nipoti».

Sua sorella Maria Vittoria è la sua agente; l’altra, Simona, lavora in una grande società di produzione. Le sorelle Grimaudo come le Carlucci?
«Quando avevo i boccoli io ero Gabriella, ma adesso ho tagliato i capelli. Viviamo tutte a Roma ed è una fortuna. Ho sempre una spalla su cui piangere, o qualcuno che è davvero felice per me. Se le avessi incontrate per caso saremmo diventate grandi amiche».

Non litigate mai?
«Certo che litighiamo. Con Simona soprattutto, lei è una precisa, tiene alle formalità. Anche se non è la mia agente mi cura moltissimo; mi sprona ad andare alle cene di lavoro, per esempio».

Non le piacciono?
«Non dormo, se il giorno dopo ne ho una. Forse è l’unica situazione in cui mi sento a disagio. Ma sto imparando».

Meglio uscire con gli amici?
«Sì, anche se di base sono una casalinga. Preferisco avere gente da me o andare da qualcuno. Però quando esco sono senza limiti: faccio mattina».

Come?
«Mi piace la musica elettronica. Vado nei locali al Testaccio o a San Lorenzo».

A cena fuori ci va?
«Molto volentieri. Mi diverto a scoprire il posto carino, il vino buono».

Trattoria o locale elegante?
«Da ragazzina la trattoria, ma dato che spesso ti trattano male… È bello andare nei posti dove sono gentili, anche se fanno finta. Mi dico sai che c’è, quasi quasi visto che devo pure pagare…».

Che piatti preferisce?
«Pesce crudo. Ostriche e gamberoni».

Se le chiedessero di ingrassare dieci chili per un film?
«Dovrebbero darmi la certezza di dimagrire, dopo».

Per lavoro non si è mai spogliata.
«Non me l’hanno mai chiesto. Comunque non avrei problemi, le scene di sesso sono belle se girate bene. Ma per ora solo baci: mai spinta oltre».

Come spende i soldi che guadagna?
«Viaggi, ristoranti, alberghi meravigliosi, regali».

Niente shopping?
«Sono negata. Dopo due negozi ho finito, mi stanco, non mi diverto, compro roba sbagliata. Se mi innamoro di un maglione lo voglio di tutti i colori, se un paio di scarpe è comodo ne prendo due così mi tolgo il pensiero. Il mio armadio non è da attrice vera».

Che cosa manca?
«Gonne, scarpe sensuali da sera con il tacco, le borse giuste… le cose giuste, ecco, i vestiti da vamp».

Quante borse ha?
«Boh, quattro? Sono un disastro».

Capo preferito?
«Il cappotto: sotto puoi mettere quello che vuoi. E mi piacciono creme e profumi. Mi vesto malissimo. Ma sono molto profumata».

Da «IO DONNA»

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