Dalla rassegna stampa Cinema

Ruffalo, nuovo divo americano da Scorsese al film scandalo

L’attore conquista il Festival con il provocatorio «The kids are all right» Donatore per una coppia di donne: successo al Sundance …Il film, molto forte nel linguaggio e nelle situazioni, ha conquistato la critica Usa e in pari misura il pubblico. Affermano Mark e la sempre bravissima Julianne …

PARK CITY (Utah) — «Certo, mi piacerebbe diventare Dean Martin nel film su Sinatra ed essere diretto nuovamente da Martin Scorsese. Vedremo se tutto andrà in porto», sorride Mark Ruffalo che in Shutter Island, nei panni del poliziotto Chuck Aule, è il compagno di inchieste di DiCaprio e indaga sui misteri di un manicomio criminale.

Non potrebbero essere più diversi dal suo inquietante Chuck e dalle atmosfere horror/noir del film di Scorsese gli ultimi ruoli di Mark. Al Sundance ha infatti presentato da regista Sympathy for delicious (riservandosi il personaggio di un sacerdote). E in The Kids are all right (titolo che si annuncia come il più provocatorio e venduto di questo Festival) è un ex donatore di sperma che affronta il suo passato.

Nel film, diretto da Lisa Cholodenko, Mark è un ex hippie. Entra nella vita di una solida coppia di lesbiche (Annette Bening e Julianne Moore) quando la figlia di una delle due donne (nata con l’inseminazione artificiale, come il fratello) scopre il nome del padre naturale (proprio Ruffalo) e lo cerca.

Acquistato anche per l’Italia dalla nostra Lucky Red, The Kids are all right ha subito suscitato interesse e dibattiti. «Perché— dice Ruffalo— viviamo una nuova era apparentemente libertaria, ma in realtà conservatrice. Tutto ciò che racconta il film fa paura, genera reazioni spesso opposte. Specialmente la normalità di una famiglia così anomala, dove i ragazzi, sia pure vulnerabili, spesso si rivelano più aperti e solidi dei loro genitori».

E’ stato «un intelligente e spregiudicato divertimento» per Mark impersonare il suo ex hippie con ristorante alla moda nella Los Angeles più trendy dopo la grande fatica del film di Scorsese. Racconta: «Sul set eravamo sempre tutti zuppi per qualche tempesta nell’isola delle riprese».
I due film così diversi per le prove di Ruffalo, classe 1967, confermano la bravura di un attore sempre più richiesto dalla Hollywood degli studios ma legatissimo al cinema indipendente. Ha ottenuto consensi anche come regista di Sympathy for delicious, dove nel ruolo di un sacerdote incontra un dj in carrozzella (interpretato da Christopher Thornton, un attore realmente paralizzato) capace di miracoli per un fluido generato dalle sue mani mentre Orlando Bloom è il leader di una rock band.

Ma Ruffalo torna su The kids are all right: «Per la prima volta nella mia carriera ho davvero pianto. Mi ha commosso la scena in cui mia figlia mi dice: “Speravo di aver trovato un padre, soprattutto un individuo migliore”».

Il film, molto forte nel linguaggio e nelle situazioni, ha conquistato la critica Usa e in pari misura il pubblico. Affermano Mark e la sempre bravissima Julianne Moore: «I produttori hanno avuto coraggio, speriamo che intorno a questa famiglia dei nostri tempi si allarghi un fertile dibattito». Di certo scandalizzerà molti la scena in cui Julianne e Annette rispondono alla domanda del figlio: «Perché una coppia di donne molto unite come voi guarda un film hard con due gay?». Dice Annette Bening, moglie di Warren Beatty, che al Sundance ha presentato anche Mother and Child in cui abbandona da ragazza la figlia in un orfanotrofio e per tutta la vita sarà sommersa da sensi di colpa: «In The kids are all right sono la figura forte nella anomala, ma sana e generosa famiglia formata con la mia compagna e a me spetta dire a Mark: “Tu stai rubando i nostri più profondi affetti. Se vuoi una tua famiglia, createla. Io non ho bisogno di te”. Certo, si parla anche molto di sesso (e lo si fa) nel film. Sono davvero orgogliosa del mio personaggio di madre lesbica, che spesso mi ha imposto un linguaggio spudorato e situazioni molto intime con Julianne. Il sesso diverso nulla toglie ai due figli così amati ma tale verità in America e ovunque sarà sicuramente da molti messa al bando».

L’attore-regista: «Gli uomini ridono molto vedendo il terzetto formato da me, Julianne e Annette, ma sono anche costretti a fare diversi bilanci sul loro maschilismo, sul loro egoismo. Io al Sundance ho presentato alcuni dei miei film migliori e volevo sostenere al massimo The kids are all right, che è improprio definire anticonformista nei suoi toni da commedia e dramma. Soprattutto, in modo diverso da quello di Scorsese, ambientato negli anni Cinquanta, scava nei segreti dell’anima e dei corpi per cercare verità ed emozioni autentiche. E oggi più che mai ne abbiamo bisogno».

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