Dalla rassegna stampa Cinema

Tom Ford sceglie Milano «Amo questa città È creativa e gentile»

Lo stilista-regista: è la mia seconda casa – Texano dagli occhi di fuoco, Tom Ford è un uomo bello, sensuale, spiritoso, capace di incantare l’interlocutore come un pitone….

Texano dagli occhi di fuoco, Tom Ford è un uomo bello, sensuale, spiritoso, capace di incantare l’interlocutore come un pitone. Stilista di moda di fama mondiale, autore di collezioni trasgressive, oggi a 48 anni si fa paladino del «classico»: giacca e cravatta scura, camicia bianca, capelli e barba nerissimi, curatissimi. «Dopo tanti anni che erano stati messi al bando, penso che si possa tornare a indossare tailleur e giacche senza tema di venir bollati come “noiosi” — assicura —. In ogni caso l’abito deve riflettere quello che sei». E lui in questo momento è così: man in black, di rigorosa eleganza. Come George Falconer, il professore gay interpretato da Colin Firth in «A Single Man», il film tratto dal romanzo di Isherwood che segna il debutto di Ford nella regia cinematografica, ieri sera in anteprima al Colosseo, platea vip-fashion con Rosanna Armani, Beppe Modenese, Donatella Versace, Fiorucci, Marta Marzotto, Alessandra Borghese, Mario D’Urso e Nicola Colombo. Molti applausi, molta commozione, molti sospiri per Firth. E da venerdì il film sarà nelle sale.

Per Ford una scommessa ardita meditata da anni. In concorso alla Mostra di Venezia, «A Single Man» ha subito raccolto entusiasmi, lodi ecumeniche. E Firth ha vinto la coppa Volpi come miglior attore. «Quando parlavo del mio progetto a Hollywood ricevevo sorrisetti e risolini. Forse adesso ridono un po’ meno», commenta ironico Ford.

Anche se il film è già tra i favoriti all’Oscar, Hollywood, si capisce, non è «la sua tazza di thè». I luoghi di Tom sono altri: un ranch spartano in Texas, un quartier generale extralusso a Milano. «Una città che significa tanto per me, dove mi sono accadute solo cose meravigliose. Ormai è diventata la mia seconda casa, ci vivo dagli anni Novanta, quando ho iniziato a lavorare per Gucci. La amo, come amo l’Italia. Sono affascinato dalle vostre bellezze, ma soprattutto dalla capacità di creare degli italiani. Sulle etichette Tom Ford c’è sempre scritto Made in Italy. A Milano si respira ancora gentilezza ed eleganza. E poi si mangia benissimo».
Soddisfatto l’assessore Finazzer Flory: sono pochi di questi tempi a lodare Milano. Un talento internazionale come Ford, che si proclama anche milanese d’adozione, è merce rara. Potrebbe diventare una figura di spicco per l’Expo 2015?. «Certo — risponde Finazzer Flory —. Finora Milano ha lavorato per attirare capitale economico, è ora di attirare anche capitale umano. L’invito a Ford è già aperto, così come a Al Pacino, che in autunno sarà in città. Tra i nostri programmi per l’Expo c’è anche un’ipotesi cinema e un film su Leonardo da Vinci che si dovrebbe realizzare per il 2014».

Ma adesso la scena è per «A Single Man». Una storia d’amore gay, lo definisce qualcuno. Ford non approva: «Se i protagonisti fossero un uomo e una donna, direste: una storia d’amore etero? Che importa come è composta una coppia? L’amore è amore in ogni caso. Nel mio film si racconta un legame forte, felice, che viene spezzato dalla morte. Il dolore della separazione, il buio che si para davanti e la bellezza della vita che, tra le lacrime, riesci a cogliere. Esperienze che riguardano tutti». È vero che negli Usa hanno tagliato dal trailer la scena in cui i due uomini si baciano? «Sì, l’America resta purtroppo un Paese puritano. In Italia il bacio ci sarà. Non penso che turberà nessuno».

Tom non ha mai avuto problemi a dichiararlo. Il film è dedicato al suo compagno, Richard Buckley. «Sto con lui da 23 anni, è la persona che amo di più al mondo. Ma se dovessi definire me stesso direi che sono un perfezionista, un maniaco del cinema, un appassionato di pittura e tante altre cose. Direi anche che sono gay. Ma solo come postilla».

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