Dalla rassegna stampa Televisione

Torna il commissario Vivaldi che adesso accetta il figlio gay

…«L’amore sopra ogni cosa – racconta all’Ansa Lando Buzzanca –, infatti se nella prima serie avevamo fatto un certo scandalo, qui è l’istinto protettivo del genitore a vincere, non importa se ha un figlio omosessuale….

ROMA
Nel 2005 Lando Buzzanca, il merlo maschio della commedia erotica degli anni ’70, fece scalpore in tv con il personaggio del Commissario Vivaldi, un tipo all’antica, conservatore, che durante un’indagine scopre l’omosessualità del figlio poliziotto.
Da quella miniserie intitolata “Mio figlio”, che fu un grande successo tv, è nata “Io e mio figlio”, sei puntate da domani su Raiuno, ancora con Buzzanca commissario protagonista e la regia di Luciano Odorisio.
«L’amore sopra ogni cosa – racconta all’Ansa Lando Buzzanca –, infatti se nella prima serie avevamo fatto un certo scandalo, qui è l’istinto protettivo del genitore a vincere, non importa se ha un figlio omosessuale. E questo messaggio è importante che passi in tv, fiction come queste aiutano, sono educative. Anche se confesso che in cuor suo il commissario, e forse io da uomo direi la stessa cosa, spera sempre di diventare nonno».
Buzzanca racconta che le sei puntate ancora ambientate a Trieste sono gialli pieni di atmosfera, con un thriller che si sviluppa serata dopo serata e casi invece che si concludono in ogni puntata. C’è poi la sua storia personale, quella con la moglie interpretata da Caterina Vertova.
«È una fiction di grande impatto emotivo – aggiunge – si parla di sentimenti universali, passione, gelosia ed è molto contemporanea affrontando tra gli argomenti i guasti della società contemporanea». Le inchieste, infatti, vertono sui casi scottanti legati all’attualità come il traffico delle prostitute dell’Est, l’eutanasia, le truffe alle assicurazioni. Nella serie, prodotta da Sergio Giussani e Giorgio Schttler Albatross per Rai Fiction, la morte improvvisa e misteriosa del professor Sangermano, ordinario di Fisica teorica all’Università di Trieste, innescherà una serie di indagini che porteranno alla riapertura di un vecchio caso di rapimento che sembrava risolto e archiviato da molti anni, quello della giovane Irene Ferrer.
Inaspettatamente, le investigazioni del commissario Federico Vivaldi sulla morte del professor Sangermano prima e sul rapimento di Irene Ferrer poi – che costituiscono il filo conduttore della serie – andranno a minare quegli equilibri affettivi del commissario che sembravano solidi e indissolubili: innanzitutto l’amicizia con Salvatore (Luigi Maria Burruano), collega poliziotto di una vita intera, il rapporto appena ricucito con la ex moglie Laura (Vertova), che sembra improvvisamente sfuggire – attratta da Giulio Zorzi (Alberto Molinari), un affascinante gallerista – e quello sempre altalenante con il figlio Stefano (Giovanni Scifoni).

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.