Dalla rassegna stampa Cinema

Com'è malinconico Pieraccioni - Colpa del fantasma di Marilyn

… Nel cuore di Firenze Pieraccioni si lascia tentare a un certo punto anche da un poeticismo da considerare tra le aggiunte, superflue, di Io e Marilyn, come l’inserimento della coppia Luca Laurenti-Massimo Ceccherini, pasticceri gay: è vero che Ceccherini forse fa da portafortuna a Pieraccioni, …

Poiché evoca un mito del cinema – via spiritismo gli compare davanti Marilyn Monroe – Leonardo Pieraccioni, a intonare la nota di malinconia del film, le fa dire che da dove si trovano vengono chiamati sempre i soliti, magari Ollio, ma non invece Stanlio. Questo, appunto, detto, Pieraccioni regista amministra una sosia professionista di Marilyn (Suzie Kennedy) dal guardaroba ridotto ad un solo capo di scena (il vestito bianco di Quando la moglie è in vacanza) come suggeritrice che potrebbe essere risolutiva della sua scontentezza di marito abbandonato. La moglie gli ha preferito un domatore partenopeo che del circo Posillipo è il factotum, ma che nell’economia del film funziona più che altro per una comicità verbale che non trova idea migliore di uno scambio, all’occasione, di inflessioni dialettali: toscanismi in bocca a Biagio Izzo perennemente in costume, accento napoletano in quella di Pieraccioni. Ma da regista si deve essere accorto che non poteva durare più di tanto, seppure nella cornice circense che in qualche inquadratura mostra sprazzi d’originalità. Certo più che nelle battute, distillate peraltro parsimoniosamente da un personaggio protagonista che arrangia piscine e fontanelle e che una volta che gli si è installata Marilyn in casa – cioè, in mente – non ha alternativa alla psicoterapia di gruppo, con annesse eccentricità talora buffe come la ricerca della prova documentale dell’ectoplasma, di cui la trama, alquanto faticosa nella variazione sul tema della famiglia allargata, ha però l’accortezza di non dimenticarsi. Nel cuore di Firenze Pieraccioni si lascia tentare a un certo punto anche da un poeticismo da considerare tra le aggiunte, superflue, di Io e Marilyn, come l’inserimento della coppia Luca Laurenti-Massimo Ceccherini, pasticceri gay: è vero che Ceccherini forse fa da portafortuna a Pieraccioni, ma qui appare sbiadito; di Laurenti invece è meglio ricordare la voce imprestata alla lucciola della “Principessa e il ranocchio”.
Be. Ma.
«Io e Marilyn» di Leonardo Pieraccioni, con Leonardo Pieraccioni e Biagio Izzo.

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