Dalla rassegna stampa Cinema

De Sica con la Ferilli «doppia» Pieraccioni (nonostante Marilyn)

Le sgangherate avventure di Christian De Sica e compari in vacanza a Beverly Hills tirano di più (ai botteghini) del fantasma della bellissima per eccellenza, Marilyn Monroe. Nella prima battaglia fra cinepanettoni è infatti Natale a Beverly Hills a trionfare al box office del fine settimana …

Il film di Neri Parenti, ennesima variazione sul tema degli italiani all’estero (in passato li abbiamo visti in azione dall’India al Brasile, passando per il Nilo e New York), ha esordito conquistando il primo posto, con 3.472.420 euro incassati, surclassando la nuova fatica targata Pieraccioni: il regista/attore toscano si deve accontentare del secondo gradino del podio cinematografaro (per lui 1.645.951 euro).

Anche scompaginando i dati forniti da Cinetel nella media per copia, non c’è stata gara. I due cinepanettoni sono usciti (quasi) nello stesso numero di sale, 607 per Neri Parenti contro 558 per Pieraccioni, ma Natale a Beverly Hills ha guadagnato 5.721 euro a copia, mentre Io & Marilyn ha raggiunto quota 2.950.

Bisogna però dire che l’esperienza invita a non dare già per finito il confronto. Se De Sica è uno sprinter, Pieraccioni è infatti un mezzofondista degli incassi. Quindi, per capire chi sarà il vincitore della disfida fra i cinepanettoni, è meglio aspettare almeno fino all’Epifania. In più va ricordato che nella classifica degli incassi in Italia di tutti i tempi (sempre fonte Cinetel), ci sono tre suoi film tra i primi quindici: Il ciclone (sesto posto, dietro colossi come Titanic, La vita è bella e Il codice Da Vinci), Fuochi d’artificio (nono) e Il paradiso all’improvviso (dodicesimo).
Una curiosità: Beverly Hills agli italiani sembra piacere quanto Rio de Janeiro. Natale a Beverly Hills ha incassato praticamente gli stessi soldi di Natale a Rio. Nel 2008 furono 3.473.811 gli euro guadagnati nel primo weekend di uscita dal cinepanettone sfornato da Neri Parenti.

Ma non c’è solo la disfida dei cinepanettoni a infiammare il box office. Un altro terreno di «scontro» natalizio è quello dei film per bambini. E qui i botteghini dicono che il dickensiano A Christmas Carol ha avuto la meglio sul disneyano La principessa e il ranocchio: 1.275.267 euro e terzo posto per i l film di Zemeckis contro 1.095.280 (e quarto posto) per il cartoon di Ron Clements e John Musker.

Anche qui, però, siamo solo agli inizi: se ne riparlerà dopo il prossimo weekend, quello che porta al cinema torme di famiglie riunite dopo i bagordi. Comunque andrà, alla major del vecchio Walt si sfregheranno le mani: pure il film di Zemeckis è prodotto e distribuito dalla Disney.

A insidiare questi primati, sia dei cinepanettoni sia di quello nel «genere» per bambini, ci sono però alcune nuove uscite.

Il giorno di Natale arrivano Brothers dell’irlandese Jim Sheridan (già campione d’incassi con Il mio piede sinistro e Nel nome del padre) e, soprattutto, il Sherlock Holmes di Guy Ritchie (l’ex marito di Madonna), che cala sul botteghino delle feste una coppia d’assi: Robert Downey junior nei panni del detective inventato da Conan Doyle e Jude Law in quelli del suo fedele assistente, il dottor Watson.

La casa dello zio Walt dovrà invece guardarsi da Piovono polpette, il film d’animazione scritto e diretto da Phil Lord e Chris Miller per la scuderia della Sony pictures. Esce mercoledì ed è una parodia di un altro genere cinematografico, quello catastrofico, costruita per colpire la fantasia dei genitori. Che così, con la scusa di portare i figli al cinema, possono essere quasi certi di divertirsi pure loro.

Si chiama ancora cinema, è invece marketing.

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