Dalla rassegna stampa Cinema

LO SCONSIGLIO DELLA SETTIMANA

Un mezzo disastro. Sembrava un autore ritrovato lo spiritoso Leonardo Pieraccioni, sorprendentemente a segno nelle tre ultime uscite…

Un mezzo disastro. Sembrava un autore ritrovato lo spiritoso Leonardo Pieraccioni, sorprendentemente a segno nelle tre ultime uscite (Il paradiso all’improvviso, Ti amo in tutte le lingue del mondo e Una moglie bellissima). Eccolo invece ripiombare al livello dei suoi due precedenti pasticci (Il pesce innamorato e Il principe e il pirata). Io e Marilyn, scritto con l’irriconoscibile Giovanni Veronesi, è una commediola sentimentale così fragile da far tenerezza e così sconclusionata da mettere i brividi. Una storiella dove si infilano almeno tre, anzi quattro con la protagonista, personaggi fastidiosamente superflui (il pasticciere screanzato Luca Laurenti, il matto in libertà Rocco Papaleo e il maresciallo gay Francesco Pannofino) e dove basta il pollice per contare le battute decenti («Siamo nelle mani di Dio» mormora davanti al lanciatore di coltelli il bersaglio umano, che aggiunge: «Speriamo che non applauda»). Ecco l’immancabile Firenze, con il consueto corollario di toscanismi («Te tu dove vai?»). Il malinconico tecnico delle piscine Gualtiero Marchesi (Leonardo Pieraccioni) è ancora cotto della moglie separata Ramona (Barbara Tabita). Peccato che la disinvolta signora viva ormai con il focoso napoletano Pasquale (Biagio Izzo) domatore al circo. Durante una seduta spiritica, il giovane evoca l’anima di Marilyn Monroe, che di lì a poco si materializza (Suzie Kennedy), in carne, boccoli e cinguettii, da lui, l’unico in grado di vederla e sentirla. Mentre la polizia lo prende per pazzo, il poveretto confida le proprie pene alla comprensiva diva. Riuscirà la biondona a renderlo felice? Chissà se la siliconata intrusa Suzie Kennedy, insulso clone di tanta Marilyn, si sarà lavata dopo aver indossato per tutto il film lo stesso abito bianco di Quando la moglie è in vacanza.

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