Dalla rassegna stampa Cinema

Tutti i fantasmi di Pieraccioni E una Firenze da cartolina

Il regista ha presentato il nuovo film, «Io e Marilyn», all’Odeon

Firenze è invasa dai fantasmi, quelli di Pieraccioni. Che divide il suo nuovo film a metà tra spiritismo e promozione turistica per Firenze (con immagini cartolina di ponti e lungarni). C’è il fantasma di Mosé che divide «le acque della pasta di zio Bettino». Quello di Leonardo da Vinci che «si vede che è un genio: ha preso l’Albinoleffe e gli ha fatto vincere il campionato del mondo… della Playstation». E infine il fantasma di Marilyn Monroe, che si spaccia per essere un ottimo consulente matrimoniale.
Sono tutti i «fantasmi» di Leonardo Pieraccioni, racchiusi in Io e Marilyn , che il regista fiorentino ha presentato ieri sera all’Odeon. Spiriti quasi impotenti nei confronti delle sorti di noi mortali: «Certo — commenta — non mi aspetto dai miei spettri che combinino tutto quello che hanno fatto in Ghost per esempio, tipo spostare gli oggetti e toccare le persone».
Al suo nono lungometraggio, la gallina dal Natale d’oro del cinema italiano ha portato qualche novità rispetto alla solita pieraccionata cucinata tra sentimenti, belle curve, un ragazzone goffo ma dolce e la fortuna (in amore) subito dietro l’angolo.
La novità più immediata che si nota è che per la prima volta il «bello e buono» della commedia non si innamora mai (né viene ricambiato) per tutta la durata del film, che infatti non può offrire il classico lieto fine che ci aspetteremmo. E viene da chiedersi se non sia il senso del tempo che passa, la maturità, o il romanticismo che passa… «Il mio personaggio rimane in un finale sospeso e non risolto — dice — Ma è vero, è anche lo specchio di un me stesso meno illuso di un tempo dal romanticismo». E a proposito di lieto fine: «Se qualcuno si aspetta che alla fine mi rimetta con la mia ex moglie, verrà deluso ». Infatti, ecco un tramonto sul mare e sui titoli di testa, una porta che si schiude… E tutti pensano: una nuova storia d’amore per ricominciare a vivere? No, dalla porta non esce una donna, esce Rocco Papaleo, lo psicotico della storia. E Leonardo: «Forse avrei potuto scrivere un finale in cui mi innamoravo di Papaleo».
La seconda novità è una dote da veggente nel campo dell’urbanistica: in una scena di pochi secondi, e per di più in costume rinascimentale, Pieraccioni anticipa Renzi e immagina una piazza del Duomo pedonalizzata con più di quattro mesi di anticipo rispetto all’ordinanza del sindaco. «Anche se vediamo passare cavalli, carrozze, una vecchia Topolino, quindi è pedonalizzata fino a un certo punto: comunque adesso il Duomo ne guadagna in grandezza », ride Pieraccioni.
Sono passati due Natali da Una moglie bellissima , quattro da Ti amo in tutte le lingue del mondo . E con la puntualità di una biennale della commedia, eccolo tornare sotto l’albero con la sua solita schiera di amici: un Rocco Papaleo in versione «maniaco», un Massimo Ceccherini che tenta di tenere in equilibrio le venature gay del suo personaggio con l’irruenza animale della sua carica comica, e infine un Francesco Guccini, la cui immagine di sofferente e colto cantautore viene annichilta da un paio di pantaloni ascellari alla Fantozzi. L’idillio con Pieraccioni sembra continuare bene, dunque, nonostante i pantaloni?
«A quanto pare sì — scherza — anche se ho protestato molto per i calzoni ascellari, ma quando ti tocca, ti tocca». Non mancano le «perle» alla Pieraccioni tipo: «Stare con una donna è come il gioco dell’oca, se sbagli devi ricominciare da capo». O le battute calcistiche: «Invece di richiamare Marilyn dall’aldilà perché non richiamiamo Baggio alla Fiorentina? ». E invece no, la seduta spiritica richiama lei, la bionda Monroe, impersonata dalla somigliantissima Suzie Kennedy, modella trovata su google cercando alla voce «sosia ». Che così commenta: «È il film perfetto per una Marilyn, perché parla d’amore e amicizia, e se fosse ancora viva oggi sarebbe stata volentieri lei la protagonista, così dolce, amorevole, e sicuramente la più grande fan di Leonardo».

La scheda
Io & Marilyn , nona pellicola di e con Leonardo Pieraccioni che vede la modella Suzie Kennedy nei panni di Marilyn Monroe, esce oggi nelle sale di tutta Italia per Medusa Film, scontrandosi con il cinepanettone di un altro fiorentino doc, Neri Parenti . Nel cast anche Biagio Izzo, domatore di tigri da circo e concorrente in amore del protagonista, la coppia di pasticceri gay Massimo Ceccherini e Luca Laurenti , il cantautore Francesco Guccini, Rocco Papaleo e
Francesco Pannofino . Ma la vera protagonista è Firenze, inquadrata ovunque lungo lo scorrere dell’Arno.
Battute
«Invece di richiamare la Monroe dall’aldilà perché non richiamiamo Baggio alla Fiorentina?»
Maturità
«Il mio personaggio è anche lo specchio di un me stesso meno illuso dal romanticismo» Leonardo
All’anteprima di ieri tra il pubblico c’erano anche il sindaco Matteo Renzi e Cesare Prandelli

Corriere Fiorentino

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