Dalla rassegna stampa Cinema

PETER PAN È CRESCIUTO

“IO & MARILYN”, DEL REGISTA E ATTORE LEONARDO PIERACCIONI

Il protagonista è sempre lui, ironico e disincantato, ma stavolta ha messo su famiglia. E per riconquistare moglie e figlia chiede aiuto nientemeno che alla grande Monroe…

È andato sul sicuro. Non che Leonardo Pieraccioni sia mai stato uno che, sullo schermo, ami battere strade nuove. Rivelatosi una quindicina d’anni fa con I laureati, ha inanellato una serie di commedie divertenti e pulite (Il ciclone, Fuochi d’artificio, Il pesce innamorato, Il principe e il pirata, Il paradiso all’improvviso, Ti amo in tutte le lingue del mondo, Una moglie bellissima), che hanno sempre fatto man bassa al botteghino natalizio meritandogli l’appellativo di “Mister duecento milioni”… di euro, naturalmente.

Sempre uguale la ricetta. L’eterno Peter Pan, ironico e disincantato, alle prese con il quotidiano e le stranezze del gentil sesso. Una storia in grado di fornire spunti per battute a raffica. Una fascinosa coprotagonista, magari semisconosciuta, capace di evidenziare gli impacci del maschio innamorato. Pieraccioni ha così lanciato bellezze come Maria Grazia Cucinotta, Lorena Forteza, Luisa Ranieri, Laura Torrisi (che gli è talmente “garbata” da essere ormai la sua fidanzata storica). Stavolta, però, il furbo Leonardo si è scelto come partner nientemeno che… Marilyn Monroe! Lo spunto per la vicenda di Io & Marilyn, scritta come sempre a quattro mani dallo stesso Pieraccioni con il fido Giovanni Veronesi, è ovviamente surreale.

«Nel film mi chiamo Gualtiero Marchesi, come lo chef, ma di professione riparo piscine», racconta l’attore-regista, 45 anni il prossimo 17 febbraio. «Mia moglie mi ha da poco lasciato per mettersi con un improbabile domatore del circo e io non so dove sbattere la testa».

E che cosa c’entra Marilyn?
«Due amici gay, interpretati da Massimo Ceccherini e Luca Laurenti, mi portano da una donna che fa sedute spiritiche: loro vorrebbero evocare Freddy Mercury, ma io insisto per la Monroe. Chi meglio di lei, dea dell’amore nell’immaginario di tutti gli uomini del mondo, potrebbe consigliarmi? Il bello è che dopo, in cucina, mi ritrovo davanti proprio lei, Marilyn, bionda e bellissima col famoso abito bianco svolazzante!».

Così Gualtiero dimentica la moglie…
«Ma no. Per lui Marilyn è la musa ispiratrice dell’universo femminile. Ne approfitta, da maschio smarrito, per chiederle consiglio sui suoi fallimenti sentimentali. E sarà seguendo le sue dritte che cercherà di riconquistare la moglie Ramona o, almeno, sua figlia Martina».

Ecco, questa è la novità. Per anni lei ha vestito i panni del Peter Pan, che rifiuta di prendersi impegni e di scendere a patti con la realtà. Nel film precedente, per la prima volta, si è sposato. Ora ha anche messo su famiglia…
«Il bello di questo mestiere è far sorridere rimanendo credibili. Gli anni passano anche per me e io, ora, mi sento così. Chissà che con Laura non ci si sposi e si faccia un figlio… Nel film si parla di famiglie allargate, di coppie gay, di affetti, di malinconia. La scena che preferisco l’abbiamo girata al duomo di Firenze: centinaia di comparse, vestite con costumi d’ogni epoca, tutte le persone che dal Duecento hanno frequentato quella piazza. Perché le persone morte non spariscono ma continuano a vivere nel cuore di chi le ama. E il film è un atto d’amore per Marilyn, la donna più affascinante e struggente di tutti i tempi».

A proposito, con tante sosia in giro non rischia di farne una macchietta?
«Per tranquillità, abbiamo sottoposto il copione alla Fondazione Strasberg, che tutela l’immagine della Monroe. A Londra, poi, abbiamo scovato Suzie Kennedy: ha 32 anni e di mestiere fa proprio la sosia, l’unica davvero così somigliante da reggere un primo piano. Anzi lei non fa, lei “è” Marilyn… S’immedesima a tal punto che un giorno sul set m’ha detto: “A Marilyn ’sta storia piace molto”».

Sarà. In fondo, però, molti le rimproverano di fare sempre lo stesso film…
«Magari continuare! Vorrebbe dire che ho ancora tante cose da raccontare. Non sa quanta gente mi ferma per strada e mi ringrazia per le risate che regalo. Ormai ho capito cosa voglio davvero: girare un film ogni due anni, divertendomi e divertendo il più possibile».

Non rischia d’ammazzarsi di lavoro?
«Facciamo meno gli spiritosi! Tra me e il pubblico s’è preso un ritmo. Faccio un film ogni due anni perché ormai ho il colesterolo alto e non son più baldanzoso come un dì. Nasco cabarettista ma il teatro mi fa fatica. E in Tv ci vado meno possibile, così non stanco la gente. Da quando vivo in campagna, in un grande casale che ho ristrutturato a Bagno a Ripoli, ho imparato ad apprezzare i ritmi della natura. Lo consiglio a tutti».

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