Dalla rassegna stampa Cinema

Checco Zalone, così la sua risata ha seppellito i vampiri

Il comico in città per promuovere il suo film che ha fatto en plein al botteghino. Battendo anche «New moon»

Firenze – «È qui che è nata la lingua volgare, vero? E allora andate tutti aff…!». Ha fretta di stupire Checco Zalone, alla sua maniera, irriverente e canzonatoria, da comico «consumato » e dall’inconfondibile cadenza barese. «Sono stato uno dei pochi comici usciti dal laboratorio di Zelig — racconta divertito — che non ha avuto paura di venire a Firenze; i miei colleghi mi dicevano: ‘‘Vedrai, i fiorentini sono il pubblico più ostico d’Italia, perché è davvero difficile farli ridere’’. Io invece arrivai al Saschall, feci il pienone e di risate ne sentii tantissime». Con una punta di orgoglio, Zalone è ritornato a Firenze in veste nuova, per presentare il film che segna il suo debutto da protagonista nel cinema: Cado dalle nubi , diretto dall’esordiente Gennaro Nunziante. Che il ragazzo sia ambizioso è presto detto e non deve certo ingannare la sua innata simpatia da gran chiacchierone: il cinema sembra essere l’approdo naturale per un comico come lui che si è fatto le ossa prima nelle tv regionali pugliesi (da dove viene e dove continua a vivere), poi sui vari palcoscenici di Zelig, passando anche per la radio. «Per una volta faccio l’attore serio — dice — ma voglio tranquillizzare il mio pubblico: Checco Zalone è sempre lui, con il suo spirito irriverente e candido, solo che questa volta lo vedrete in una storia lunga un’ora e mezzo, che spero possa divertire tutti».
Auspici a parte, Cado dalle nubi (che nel primo week-end di programmazione ha sbaragliato al botteghino i vampiri di New Moon ), nonostante la prevedibilità delle situazioni, l’abbondanza di stereotipi e l’ingenuità della messinscena, ha anche qualcosa di fresco e di inaspettato. Nella storia di Checco (un giovane cantante pugliese che sogna di diventare famoso e che per questo tenta la fortuna a Milano, dove grazie a una ragazza di cui s’innamora, riuscirà a vincere, da «magnifico mediocre», un talent-show alla X-Factor ) non si ripetono le gag e le performance televisive e spariscono le volgarità: «Volevo che si vedesse qualcosa di nuovo e il film mi ha permesso di farlo: al cinema il tempo comico è diverso rispetto al palcoscenico e può anche sfuggirti se devi tenerlo ripetendo la stessa scena dieci volte». Un po’ Macario, un po’ Verdone, il suo personaggio sembra poter ridere di tutto e di tutti grazie alla forza del suo candore: «Vestiti da Checco Zalone — continua — ci si può permettere di fare e di dire quasi tutto e lo spettatore perdonerà il tipo di satira sociale feroce e scorretta sull’attualità, dove ce n’è per tutti: leghisti, gay, meridionali, mondo della tv. Attenzione però: io sono un comico e devo far ridere, gli opinionisti sono un’altra cosa!».
In attesa che per Natale arrivi nelle sale il nuovo film di Pieraccioni ( Io & Marilyn , che sarà presentato in anteprima all’Odeon il 17 dicembre, nella serata di chiusura della «50 Giorni») Zalone ci rivela ridendo che qualche tempo fa è stato invitato a cena nella casa romana del regista fiorentino, a mangiare pasta all’olio. Chissà se il «grezzo» tornerà un’altra volta in Toscana da protagonista.

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