Dalla rassegna stampa Cinema

Il fantasma di Marilyn Monroe per Leonardo Pieraccioni

Il «cinepanettone» del regista toscano sarà nelle sale dal 18 dicembre – Un’attrice «clona» la diva di «A qualcuno piace caldo» … Durante una seduta spiritica i suoi migliori amici, una coppia omosessuale (Massimo Ceccherini e Luca Laurenti), vorrebbero evocare lo spirito di Freddie …

Leonardo Pieraccioni abbandona le calienti bellezze spagnole e sudamericane, co-protagoniste di quasi tutte le sue commedie, per incontrare un mito. Marilyn Monroe, la più bella, la più triste, la più tragica tra le dive hollywoodiane sarà, infatti, protagonista di Io e Marilyn, nuova avventura firmata dal comico toscano nelle vesti di regista, attore e sceneggiatore (a quattro mani con l’amico Giovanni Veronesi), attesa sui nostri schermi per il diciotto dicembre. Ma cosa lo ha spinto ad evocare lo spirito della divina? Le ragioni sembrano essere, più che altro, commerciali: «Con la Monroe nel mio film esporto la commedia toscana all’estero. L’idea me l’ha suggerita Giovanni Veronesi! Con lei questo film possono capirlo anche in Cina. Spero che Rai Trade, prima che in televisione, provi l’uscita nelle sale, almeno in alcuni Paesi come la Spagna», ha confermato Pieraccioni, ospite delle Giornate Professionali del Cinema di Sorrento, dove sono state presentate alcune sequenze della pellicola. È l’inizio di una nuova strategia concentrata, come mai prima d’ora, sull’estero. Quattro i titoli di Pieraccioni già pronti per una distribuzione estera: Il principe e il pirata, Il paradiso all’improvviso, Una moglie bellissima e Ti amo in tutte le lingue del mondo. Il primo assaggio di globalizzazione lo avranno già a partire da dicembre, quando entreranno nella programmazione di Rai International.
La storia di Io e Marilyn prende l’avvio dalle disavventure del pulitore di piscine Gualtiero Marchesi (Pieraccioni), abbandonato dalla moglie (Barbara Tabita), che gli ha preferito un domatore di leoni (Biagio Izzo). Durante una seduta spiritica i suoi migliori amici, una coppia omosessuale (Massimo Ceccherini e Luca Laurenti), vorrebbero evocare lo spirito di Freddie Mercury ma Gualtiero pensa a Marilyn. Il fantasma dell’attrice, da quel giorno, si trasferisce a casa sua. Gli unici a credere al povero Gualtiero sono un conoscente squinternato (Rocco Papaleo) e uno psichiatra (Francesco Guccini).
Scomodare la Monroe ha richiesto il permesso della fondazione Strasberg, che ha vidimato ogni pagina della sceneggiatura, nel tentativo di evitare che la memoria dell’attrice subisse qualche zingarata. Ad interpretarla c’è la sosia professionista Suzie Kennedy. «Il personaggio è stato rispettato e ricostruito con serietà: abbiamo persino rintracciato la sua parrucchiera di novant’anni. I dialoghi sono stati studiati ed autorizzati da Anna Strasberg, che detiene i diritti della sua immagine. E la somiglianza di Suzie è enorme», puntualizza il regista.
Con o senza supervisione la povera Marilyn è stata cannibalizzata dalla posterità con feroce accanimento.
«La bellissima bambina» (così la chiama Capote nello straziante omaggio che ne fa in Musica per camaleonti) non è riuscita a godere della propria fama, ma ha portato fortuna agli altri.

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