Dalla rassegna stampa Cinema

Almodóvar: sul set curo le paranoie della mia Penélope

A Roma Il regista lancia «Gli abbracci spezzati» … questo film è una dichiarazione d’amore per il cinema, ogni elemento è espressione e narrazione…

ROMA — Pedro Almodóvar e Penélope Cruz si fanno fotografare come due turisti per caso alla Fontana di Trevi. Tra la folla di turisti sorpresi, gli unici contrariati sono i finti centurioni che si vedono rubare la scena. In Gli abbracci spezzati (dal 13 novembre), un assessore dice che in politica si consuma molta cocaina. Secondo alcuni media, negli scandali recenti sembra di stare in uno dei suoi film. «Non vorrei avere alcun rapporto con queste cose. Il mio nome si associa a fatti straordinari, se uno sportivo batte un record, diventa almodovariano. Vorrei che si parlasse di me in veste di regista, questo film è una dichiarazione d’amore per il cinema, ogni elemento è espressione e narrazione». E i crocifissi che abbondano nella casa del protagonista Lluis Homar, che vive due vite perché una non gli basta? «Quella è decorazione. La sentenza di Strasburgo sul divieto dei crocifissi nelle scuole? La Spagna è una società multireligiosa, se non si rappresentano altri culti meglio togliere il crocifisso. Per me è un elemento pop esente da riferimenti religiosi ».

Al Festival di Cannes ebbe reazioni contrastanti, impigliato nella tela di Penélope, Madrid stavolta non ha candidato Pedro agli Oscar. Qui tutto è moltiplicato per due, con rimandi a Truffaut e Hitchcock…«Ombre benvenute». Con uno scarto di 14 anni, la storia segue due piani. Lluis è il regista-scrittore che in un incidente perde la vista e la sua amata Penélope, modellata su Audrey Hepburn. Nel ruolo dell’aspirante attrice, doppia se stessa mentre il suo anziano aguzzino, che produce i suoi film per controllarla e non perderla, la spia: dà voce a se stessa e si confessa a lui in diretta. Penélope: «È una delle scene più belle della filmografia di Pedro ». E lui: «Gli unici paesi dove i film vengono doppiati, Italia, Spagna e Germania, hanno avuto dittature. Il doppiaggio è un’eredità, serviva a esercitare una forma di controllo».

Pedro e Penélope, una lunga amicizia. Lei: «È il quarto film insieme. Ci vediamo la mattina e sappiamo subito se abbiamo dormito bene e di che umore siamo». Lui: «Tutto in lei risulta verosimile, ha una grande forza interiore ma conserva una vulnerabilità quasi infantile. Ha una leggera tendenza alla paranoia, mi dice sempre: dimmi la verità. Io gliela dico e sono riuscito a far sì che non si trasformasse in una malattia psicotica. La nostra relazione si basa sulla verità e sull’assenza di sesso».

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