Dalla rassegna stampa Teatro

Volano gli angeli della perestroika

All’Elfo il primo allestimento italiano dell’epopea teatrale americana

I personaggi ci sono ancora tutti, ritratti nelle loro debolezze, battaglie pubbliche e private, relazioni inquiete. Ma in «Angels in America II – Perestroika», in scena fino al 22 novembre al Teatro dell’Elfo di Milano (via Ciro Menotti 11), li attende la possibilità di affrontare le proprie paure, essere più consapevoli: il termine russo (la «ricostruzione» avviata da Gorbaciov) indica il tentativo di ricostruire le proprie esistenze, sconvolte dagli eventi della prima parte che si chiudeva con l’irruzione di un Angelo più apocalittico che consolatorio. E nella New York reaganiana degli anni ’80 ritroviamo Prior Walter (Edoardo Ribatto), malato di Aids e abbandonato dal compagno Louis (Umberto Petranca), ebreo, diventato amante del mormone Joe Pitt (Cristian Giammarini), sposato con la depressa Harper (Elena Russo Arman), e legato alla madre Hannah (Ida Marinelli). E ancora l’avvocato Roy Chon (Elio De Capitani), realmente esistito (mandò a morte, in pieno maccartismo, i coniugi Rosenberg) che nega di avere l’Aids ma dipende da Belize (Fabrizio Matteini), infermiere e travestito.
Nel suo primo allestimento italiano che si deve alla regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, si completa l’epopea teatrale in otto atti scritta nel ’92-93 da Tony Kushner, sottotitolo «Fantasia gay su temi nazionali» (Premio Pulitzer 1993, premiatissima versione televisiva 2003 con Al Pacino), molto attuale nel fotografare la società occidentale in crisi di identità sessuale, religiosa, razziale. Invariati l’ottimo cast impegnato in più ruoli e la scena spoglia con video proiezioni (ore 20.30, domenica ore 16, ingresso 25.15 euro, tel. 02.71.67.91).

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