Dalla rassegna stampa Musica

Skunk Anansie: «Il rock ci ha fatto rinascere»

La band inglese guidata dalla showman Skin si ricostituisce dopo sette anni: «Suonare insieme non ha nulla di nostalgico» … Sono energici e convinti Deborah Dyer detta Skin, 42 anni, icona sexy sia per gli eterosessuali che per il popolo gay…

Milano. Baccano e robaccia. In italiano suona un po’ così il titolo l’album degli Skunk Anansie dopo sette anni di separazione e carriere individuali. Una reunion approssimativa perché”Smashes & Trashes”è una raccolta con tre inediti, “Because of you”, “Squander”, che significa dilapidare, scialacquare e nonostante questo titolo apocalittico è una canzone dolcissima, e “Tear the place up”. La loro prima uscita ufficiale è stata il 12 settembre a Genova per l’Mtv Day. In questi giorni sono a Milano, dove ieri sera hanno partecipato a “X Factor”«che come tutti i reality raduna persone desperates of fame e le porta dagli altari alla polvere e viceversa». Stasera la magnetica Skin farà la deejay in discoteca. Poi si ritroveranno in Italia a metà novembre per due concerti: il 15 al Palasharp di Milano e il giorno dopo al Sashall di Firenze. Sono energici e convinti Deborah Dyer detta Skin, 42 anni, icona sexy sia per gli eterosessuali che per il popolo gay, il bassista Cass, il chitarrista Ace e il batterista Mark Richardson. Al punto da considerare «tristi tutte le reunion» ma non la loro «perché abbiamo passione e idee. Ma per un nuovo album di inediti bisognerà attendere la fine del 2010, inizieremo a lavorarci il prossimo dicembre».
Nessuna fretta e lo si intuisce dalla scelta delle tre nuove canzoni: «Servono per traghettare il pubblico. Ci sono collegamenti con canzoni del passato: “Because of you” ricorda “Charlie big potato”, “Squander” si ricollega a “Secretely”. Ma l’ultima cosa che desideriamo è la nostalgia. Naturale che si ricordi quello che abbiamo costruito dieci anni fa, ma il nostro cammino prosegue». Tutto vero, ma gli Skunk Anansie, il cui nome è la somma di moffetta-skunk e il dio-ragno dell’Africa occidentale-Anansie, sono i primi, in alcuni momenti, a cedere ai ricordi come quando sul tour esclamano «sarà fantastico ritrovarci a dormire nei bus». I sette anni di divorzio, consensuale e pacifico, hanno insegnato che la band non deve essere l’unica ragione di vita: «Ognuno ha fatto musica da solo o con altri e poi abbiamo affrontato passioni, pittura, gite in moto e anche fare figli». Skin si è scoperta deejay e stasera sarà regista all’Hollywood di una notte house: «In Inghilterra uso il vinile, lavoro all’antica. Stasera ripiego sui cd, ma nessun marchingegno preparato a casa». Dalla consolle ai download, legali e illegali, il passo è breve: «Bloccare Internet sarebbe come chiudere la stalla dopo che la mandria è fuggita. Ormai il fenomeno è fuori controllo. C’è di positivo che ora molta più gente ascolta musica. Tu regali un brano e a passaparola si diffonde. Poi magari la gente ti ripaga acquistando magliette o i biglietti dei concerti. Sarebbe bello acquistare i dischi ma sarebbe anche bello avere di nuovo 18 anni».


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