Dalla rassegna stampa Musica

Adesso Mika si ispira a Hitchcock

La popstar libanese pubblica “The boy who knew too much”: «Abito nello stesso quartiere
in cui viveva il maestro» …Oggi è culturalmente e mediaticamente più solido. Non teme le critiche. Recentemente si è dichiarato bisessuale…

Milano. I reality come male necessario. La pensa così il cantante libanese Michael Holbrook Penniman Jr., in arte Mika, che la settimana scorsa è stato ospite a “X Factor”: «Di solito ci vado perché la gente li guarda e ti garantiscono visibilità. E poi, alcuni non sono nemmeno male. Quindi capisco le motivazioni che spingono tanti giovani a investire sui reality: è una delle poche finestre mediatiche per farsi conoscere. Se aggiungiamo che ormai le case discografiche non ingaggiano più nessuno, l’equazione è fatta». Stranamente la promozione discografica rende l’artista più tollerante.
Mika sta conducendo una vita da nomade per promuovere il suo secondo album “The boy who knew too much”, dodici inediti carichi di aspettative dopo il successo dell’esordio con “Life in cartoon motion”, che conteneva successi come hit “Grace Kelly”, “Relax – Take it easy”, “Love today” e “Happy ending”. Quando, nel 2007, questo ventiseienne di Beirut conquistò le classifiche con il suo pop venato di dance, era un ragazzo timido al quale le parole andavano quasi estorte. Oggi è culturalmente e mediaticamente più solido. Non teme le critiche. Recentemente si è dichiarato bisessuale. Contesta le scelte delle riviste musicali, disposte a tutto per interessi commerciali : «Che ci fa Megan Fox sulla copertina di Rolling Stone?» si domanda irritato e sorpreso.
Non solo, Mika attacca il popolo del download su Internet: «Una volta ero uno scaricatore di musica, poi ho cambiato atteggiamento. Credo che la discriminante sia lo streaming: è giusto che uno abbia l’opportunità di ascoltare anche l’intero album, ma se piace va poi acquistato». Di certo qui c’è anche un po’ di utile proprio, perché se non vende copie non guadagna. Ma è anche una linea di pensiero adottata da molti artisti.
Il nuovo album ha nel titolo, “The boy who knew too much”, un omaggio ad Alfred Hitchcok e richiama “La donna che visse due volte”: «C’è un approccio pop nella sua regia. E poi io abito in un quartiere strano, quello dove vissero lo stesso Hitchcock e James Matthew Barrie, l’inventore di Peter Pan. Quindi le stranezze sono normali per me». E, a proposito di stranezze, Mika esce con due singoli, che sono “Blame it on the girls” e “Rain” che «racconta la fine di un amore. Mi piaceva l’idea di ballare su ritmi sofferti, quasi ostili. Sto ultimando i due video, con lo stesso regista e gli stessi ballerini». Oltre a una popstar, Mika è considerato un uomo molto alla moda, anche se non si sente tale: «Non sono un modello, mi pare, e neanche troppo bello. Comunque il fighetto senza una bella canzone non se lo fila nessuno». Però ha ereditato le scarpe, firmate Christian Louboutin, che Michael Jackson avrebbe dovuto indossare nel suo concerto “This is it”. Più che Hitchcock, “Flashdance”

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da TGCOM

MIKA, un vero cartone animato

“Sono bisessuale, che male c’è”

Si presenta all’incontro stampa con un’ora di ritardo, causa prove X Factor, ma quando arriva sgrana gli occhi e sussura “Mi dispiace molto, scusami”. MIKA, il talentuoso 26enne che si scatena in mutande nel video di “We Are Golden”, presenta l’ultimo disco “The Boy Who Knew Too Much”. Dodici brani inediti in cui il cantautore sprigiona colori, gioia e se stesso come fosse un fumetto. Scioglie anche “il rebus” della sua sessualità: “Sono bisex”.

“Quando sono uscito con ‘Life In A Cartoon Motion’ ho pensato se fosse giusto o no parlare delle mie inclinazioni sessuali. E ho esclamato ‘al diavolo! Non ne parlo alla fine sono solo fatti miei’. Oggi la penso diversamente, secondo me quando si è un personaggio pubblico bisogna parlare di certe cose anche per sensibilizzare le persone a certe tematiche. Quindi ammetto che vado a letto con ragazzi e le ragazze, alla fine le sessualità è un rebus che si può risolvere col tempo e senza grandi traumi. Insomma che male c’è?”.

Il cantautore svela poi che il titolo del disco non è altro che un “omaggio a Alfred Hitchcock e al suo ‘L’uomo che sapeva troppo’. Casa mia poi è vicina alla sua…”. Dopo il successo planetario di “Grace Kelly”, MIKA ha dovuto far i conti anche con la fama, la notorietà e il blocco dello scrittore. “Per continuare a scrivere mi sono imposto delle regole ferree. Una cadenza giornaliera da rispettare, lavoro alla mattina, pranzo, di nuovo in studio e poi allo stesso pub per distrarmi un pochino…”.

Dal booklet del disco fino ai suoi concert live, MIKA fa sempre riferimento ai cartoni animati, al mondo delle fiabe. Insomma sembra quasi viva in una dimensione parallela, ma ecco che svela l’ultimo mistero del MIKA-pensiero: “In verità tutte queste cose sono io. Sono i tanti aspetti della mia personalità. Espressione di quello che sento”.

Un po’ di curiosità su MIKA: “Life in Cartoon Motion” (uscito nel 2007) ha venduto oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo e 5 sono stati i singoli estratti, che a loro volta hanno venduto complessivamente 6 milioni di pezzi. Fra questi il successo globale “Grace Kelly”, la canzone straniera più suonata dalle radio italiane nel 2007 e “Relax Take it easy”, nello stesso anno il singolo più venduto in digitale nel nostro Paese. MIKA tornerà in Italia per il suo unico concerto il 21 aprile 2010 al Mediolanum Forum di Assago, Milano. Info: Inizio ore 21 – Posto unico parterre, I° e II° anello non num: 30 € + prev – Tribuna Gold numerata 50 € + prevendita.

Andrea Conti

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