Dalla rassegna stampa Personaggi

Berlino celebra Pier Paolo Pasolini

Rassegna di testi, film e documenti … Una sezione della mostra ricorda le vicissitudini vissute dallo scrittore omosessuale con la giustizia italiana, e la serie di processi – tutti vinti – dal 1960 al 1975, l’anno della sua morte ancora non chiarita in tutti gli aspetti…

Critica, utopia e disillusione furono le principali caratteristiche dell’opera di Pier Paolo Pasolini (1922-1975), la cui provocatoria esistenza è raccontata con testi originali, film e foto in una mostra alla Literaturhaus di Berlino, aperta fino al 22 novembre. Grazie al materiale prestato da Graziella Chiarcossi, nipote di Pasolini, e da archivi e centri studi dedicati alla sua memoria, la mostra, già presentata in Svizzera, offre documenti letterari, foto e un’installazione video dalla quale emerge con forza la sua capacità di lettura dei difetti dell’Italia contemporanea, che gli attirarono l’inimicizia profonda della società piccolo-borghese del suo tempo.
Dalla mostra di Berlino esce l’immagine di un intellettuale che porta avanti la sua ricerca radical-illuminista e l’autocritica della realtà prima in letteratura e poi con i mezzi offerti dal linguaggio del cinema. Il programma di accompagnamento completa l’offerta con conferenze, proiezioni di film, dibattiti e anche una serata musicale.
“Who is me/Wer bin ich/Io chi sono” è il titolo della mostra, che si ricollega al libro di poesie autobiografiche di Pasolini uscite nel 1966, dopo il suo primo viaggio negli Usa.
Una sezione della mostra ricorda le vicissitudini vissute dallo scrittore omosessuale con la giustizia italiana, e la serie di processi – tutti vinti – dal 1960 al 1975, l’anno della sua morte ancora non chiarita in tutti gli aspetti.

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