Dalla rassegna stampa Cinema

Woody Allen a New York per una commedia cinica

Woody Allen, lascia i set europei e torna nella sua New York per mettere in scena la sua commedia più amara, più cinica, quasi un testamento di comicità yiddish.

E il regista newyorkese, 73 anni, lo fa con un film tutto da ridere (e da riflettere) dal titolo «Basta che funzioni» nelle sale da oggi in 340 copie distribuite da Medusa.
Al timone, protagonista assoluto e alter ego di Allen (che dal 2004 non si vede sullo schermo, ndr), c’è Boris (Larry David), irascibile misantropo, fallito sia come marito che come suicida, ex fisico in odor di Nobel, ma ormai poco più di un brontolone che ce l’ha con tutto e tutti ed è nemico giurato delle banalità del mondo moderno. «Se devo mangiare ogni giorno sette o otto porzioni di frutta e verdura per vivere bene, io questa vita non la voglio vivere. Poi, alla fine, si sa come finisce: ti mettono sempre dentro una scatola» dice Boris.
Ora destino vuole che questo vecchietto pieno di cervello, come di attacchi di panico, incontri una biondina scemetta e provinciale fuggita di casa di nome Melody (Evan Rachel Wood).
La ragazza chiederà ospitalità a Boris, ex professore della Colombia University ed esperto in meccanica quantistica, e questo, seppur con una certa riluttanza, non gliela nega. Dopo infiniti dibattiti tra la ragazza piena di luoghi comuni e il cinico Boris, i due finiranno per innamorarsi.
Ma, come accade in ogni commedia che si rispetti, le carte a un certo punto si mescolano.
E così Melody, ex ragazza ingenua del Mississipi, trova sulla sua strada Perry (John Gallagher Jr.) un giovane attore che diventerà suo amante. Piomba poi nella storia la puritana madre della ragazza, giunta a New York dalla sua rassicurante provincia, per scoprirsi fotografa di moda e donna capace di condividere la sua vita con due uomini in contemporanea. E alla fine piomba nella Grande Mela anche il padre di Melody per cercare moglie e figlia. Ma quello che troverà davvero a New York è la sua vera sessualità: si scoprirà gay. Anche per il cinico Boris non mancherà l’happy end. Abbandonato dalla sua Melody, ritenterà ancora una volta senza nessuna fortuna il suicidio gettandosi dalla finestra. Fallirà ancora. Piomberà infatti su una passante (una veggente) di cui si innamorerà.
Tra le mille battute del film: «Anche se c’è un nero alla Casa Bianca, non è mica facile per un negro prendere un taxi a New York».

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