Dalla rassegna stampa Cinema

Nella «Persecution» è difficile stare con gli altri - Poi Herzog fa Herzog

…Persecution di Patrice Chéreau, uno dei film più intensi e belli del Concorso (ma saremo in pochi a pensarlo)…

Metro di Parigi, oggi. Una mendicante chiede l’elemosina scivolando indignata nell’indifferenza dei pendolari che dondolano induriti sottole scosse del treno. Si ferma innanzi a una ragazza rubizza dallo sguardo sereno che le volge un sorriso compassionevole. La donna infuriata le assesta due sberle sonore, attizzando quelle guance di rossa vergogna.
Inizia così Persecution di Patrice Chéreau, uno dei film più intensi e belli del Concorso (ma saremo in pochi a pensarlo). Un inizio duro, che apre un varco nella nostra coscienza, tenendolo spalancato per far entrare una storia lucidissima sul rifiuto della sofferenza e lo scambio d’amore. Il protagonista del film è cosciente, reagisce, e sarà l’unico che inseguirà la ragazza paonazza chiedendole perché proprio a lei si è rivolta l’ira della mendicante. Ecco Daniel (Roman Duris), giovane e spaesato, che domanda e non ci sta. È innamorato di Sonia (Charlotte Gainsbourg), cinicama compassionevole, realizzata nel lavoro, ma accerchiata dalla sua stessa sicurezza. È amico di Michel, ragioniere depresso. È perseguitato da un «pazzo» (Jean Hughes Anglade) che ha visto Daniel in metro e se n’è innamorato d’improvviso, come sotto l’effetto di un’epifania. Daniel si fa mille domande. Non accetta l’indifferenza dei più, il bieco sopravvivere degli amici (che lo considerano un«idiota» narciso), l’impoverimento delle intelligenze e delle coscienze, lo spegnimento dell’indignazione e del sentimento di vergogna.
Per questo ci piace Persecution, perché ci racconta nel nostro presente. Manon quello politico, sociologico, statistico, indignato, mercificato, cafone, televisivo, mondano, puttaniere, corrotto, minchione. Bensì il presente come estrema difficoltà di instaurare un’autentica, sincera e profonda relazione con unaltro essere umano.
Un altro «pazzo» è protagonista del film in Concorso «a sorpresa»:My Son, My Son, What Have Ye Done? di Werner Herzog (una rara doppietta, dopo Il cattivo tenente).La storia di un aspirante attore teatrale che uccide la madre mettendo in atto nella realtà il crimine della tragedia cui stava lavorando.Un poliziesco psichedelico prodotto da David Lynch con Willem Dafoe e Michael Shannon su di un uomo che non riconosce più la sensatezza del mondo. Un film herzoghiano più del Cattivo tenente, sulla necessità di librarsi nella follia per sopravvivere al presente. Operazione affascinante,non sempre riuscita.

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