Dalla rassegna stampa Libri

LIBRI. L’ULTIMO LAVORO DELLA FORTICHIARI

Lezioni di nuoto anzi, di sesso della fatale Colette – La torbida passione per il figliastro diciassettenne

Scrittrice, attrice, giornalista, commerciante ma, soprattutto, donna intraprendente, vivacissima, mai impaurita all’idea d’infrangere i tabù sociali e sessuali della Francia a cavallo tra ‘800 e ‘900. Parliamo di Sidonie-Gabrielle Colette (1873 – 1954), figura straordinaria che, dopo aver invaso i cinema venerdì scorso con la trasposizione del suo romanzo Cheri a opera di Stephen Frears, arriva anche in libreria grazie a Valentina Fortichiari e al suo Lezioni di nuoto (Guanda).
Colette amava l’amore e, come uno dei suoi personaggi, la Claudine i cui romanzi sono tutt’oggi proibiti nelle librerie dell’Opus Dei, era una donna: «dall’ammiccante selvatichezza, dalla spregiudicata sensualità». Famose le sue passioni omosessuali e famosi quelle etero: tre matrimoni e numerose scappatelle, spesso con uomini più giovani, quasi sempre travestite e trasposte sulla carta. La Fortichiari, per immergerci nel mondo travolgente, variegato e imprevedibile di Colette ha scelto un’estate e un luogo: il 1920 nella villa di Rozven in Bretagna, lasciatale dall’amica Missy. La stessa Missy (Matilde de Morny, marchesa di Belbeuf) con la quale si era baciata sul palco del Moulin Rouge nel 1907, durante il loro «Rêve d’Égypte», mandando il pubblico in tumulto.
In queste poche settimane si concentra una passione, quella per il figliastro diciassettenne Bertrand. Colette aveva quarantasette anni, non si premurò di nascondere l’affaire e finì col divorziare di lì a poco. Proprio in quel periodo scriveva dell’amore della cortigiana Lea de Lonval per il giovane Cheri.
È un micromondo, quello che Valentina Fortichiari descrive con nitidezza nel suo romanzo, ricco di personaggi: una bolla di sapone letteraria in grado di esplodere felicemente trasformandosi in una lente, attraverso la quale è facile dare vita ad un’epoca intera. Ci sono lo scrittore Leopold Marchand, l’amico Francis Carco con moglie e amante, Germaine Beaumont e la figlia di Colette: Colette de Jouvenel, soprannominata Bel-Gazou, che farà le spese delle passioni materne in termini di abbandono (fu affidata a una tata inglese e, adulta, accusò la madre di non aver mai voluto una figlia).
Complici il sole, il volubile mare del nord e il sensualissimo ennui fatto di gite, pic-nic, sguardi e oziose conversazioni, le lezioni di nuoto del titolo diventano presto lezioni di sesso. Ma sono anche lezioni di storia e psicologia perché l’autrice, senza indugiare in inutili virtuosismi, con stile sempre chiarissimo e incalzante, regala vita vibrante alla sua protagonista, al suo bisogno umanissimo di vita, di piacere, di ricerca dell’esperienza per poter creare: parole, situazioni, storie che hanno cambiato per sempre il costume europeo.
Nello stesso anno a Colette, che aveva voluto la proprietà del marito convertita in ospedale militare per i feriti della Grande Guerra, fu consegnata la Legion d’Onore. A dimostrazione della grandezza di questa donna la Francia riuscì a vedere oltre la provocatrice: dritto nell’animo dell’eroina.A.D.


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