Dalla rassegna stampa Personaggi

Pasolini shock

Ragazze emancipate? Roba da puttanelle della borghesia …Erano apparse le prime femministe iconoclaste e moralisteggianti irritare Pasolini, compresi gli albori del movimento dei gay. Insomma la storia stava virando verso una specie di abisso ideologico…

Inedito. Da alcuni versi espunti dalla versione definitiva di “Affabulazione”, un dramma sul rapporto padre-figlio, la giovinezza maschile e la sua potenza sessuale, spunta la polemica dello scrittore-poeta-regista sulla falsa libertà delle «indecenti» donne negli anni Sessanta. La «disperata sincerità» dell’intellettuale contro l’omologazione dei desideri, l’ideologia trasgressiva dettata dal nuovo capitalismo.

Pasolini scrisse questi versi nel 1966 . Fanno parte dei trecento e più che cancellò nella versione del suo dramma più bello Affabulazione, che consegnai a Nuovi Argomenti nel 1969. In quei tre anni così densi di avvenimenti, compreso il Sessantotto, il poeta ebbe modo di rimettere le mani più e più volte al suo dramma, che gli sembrò a quel punto profetico, vista la piega delle nuove generazioni italiane , sempre più lontane dalla poesia della tradizione, finite nell’imbuto del consumismo e del suo rifiuto.
La sua frenesia riscrittoria era dunque dovuta al materiale vivo su cui lavorava, compresi i tradimenti del suo Ninetto Davoli. La gioventù dei fiori si era trasformata, incanaglita, politicamente diventando estremista e parolaia proprio in quegli anni e il francescanesimo del suo protagonista ragazzo si era per così dire ideologizzato, mascherandosi di un anti Pci viscerale che gli aveva fatto scrivere che quel partito era il paese pulito in un paese orribilmente sporco.
Erano apparse le prime femministe, iconoclaste e moralisteggianti a irritarlo, compresi gli albori del movimento dei gay. Insomma la storia stava virando verso una specie di abisso ideologico, astratto, mentre i padroni del vapore ne approfittavano promuovendo le figure del consumatore e dello spettatore televisivo, che ancora soffriva di due soli canali e in bianco e nero. Nel volume sul teatro pasoliniano, curato da Walter Siti per i meridiani Mondadori, uscirono una parte consistente dei versi censurati, che riguardavano l’omosessualità paterna, compresa una intervistina che il critico mi fece sulla provenienza dei versi. Quella stesura di Affabulazione infatti, che conservo religiosamente, mi era stata regalata dallo stesso poeta, che voleva che la conservassi proprio io . Walter ricostruì da par suo le varie versioni del dramma, ispirato come è noto dalle Trachinie di Sofocle, rilette dal poeta quando fu costretto a restare al letto per una ulcera perforante, che lo aveva visto sanguinante nel bagno di una trattoria di Trastevere.
È il personaggio del padre dunque a recitare questi versi contro la ragazza di suo figlio che, distrutto dalla gelosia, ucciderà «in erezione», un padre omosessuale e pedagogo insieme. In diverse interviste, dopo l’uscita del dramma, Pasolini rivelò il suo amore per suo padre, che credeva fino ad allora misto all’odio. Era già nota la sua polemica con i capelloni. Meno nota la polemica con la parte femminile di quella gioventù, che questi versi anticipano.
Le emancipate della fine degli anni Sessanta sono le madri di quelle di oggi, che della confusione dei ruoli sono maestre. Allora era appena iniziata la cosiddetta libertà sessuale delle ragazze, disobbedienti alla Chiesa e a ogni forma di inibizione. E la televisione, come adesso, aveva avuto un suo ruolo preciso. «Le ragazze confondono il loro biondo/ con quello dei maschi» recita il padre e la libertà costa carissima se «essere liete è un sotterfugio». Sono libere come «incoscienti ragazzi» perché li invidiano e così diventano «servizievoli e disponibili, oh, come puttanelle, /povere ragazze della migliore borghesia….».
Le definisce indecenti nella loro innocenza bambina, nel loro ricerca di atti vergognosi in quanto tali, nel loro amore per la trasgressione. Sono dunque mosse , come i loro coetanei da un’idelogia trasgressiva ,dettata dal nuovo capitalismo. «Perché, se non lo sa,/ è nell’ambiguità che Dio si rivela». Non si poteva essere più chiari.
Non so se oggi Pasolini avrebbe usato la stessa sincerità nei confronti delle aspiranti veline e dei loro papi, che vivono l’ erotizzazione di massa a cui assistiamo travolti, ma certo crediamo al suo disaccordo. Qui non è questione di borgatizzazione, dei quartieri borghesi, della diffusione della figura del coatto trasversalmente, della omologazione sociale insomma. In questione è il comportamento sessuale delle ragazze, che sembrano lasciare agli uomini i sentimenti di amore che una volta erano la loro ricchezza. Pasolini, come dimostrò in Petrolio, bramava un amore continuo, quello che secondo Elsa Morante, i ragazzi pagati all’uopo non potevano offrirgli. No, il poeta non sognava un ritorno delle villanelle di una volta, che abbassavano gli occhi arrossendo quando incrociavano un cavaliere. Non era la nostalgia a muoverlo, ma quella libertà che le femministe sbandieravano e che doveva risolversi in una nuova menzogna lo metteva in fibrillazione, lo urtava. Ma non erano le donne vaso di libertà per gli uomini che le amavano? E l’amore trasgressivo non era voluto dal nuovo capitalismo per spingere al consumo?
Un bel tema, non credete, oggi che siete in vacanza e sono sicuro che discettate sul comportamento sessuale delle nuove generazioni tutto il dì, sdraiati sulla spiaggia, occhieggiando i sessi esibiti nella loro quasi nudità. I Comizi d’amore ai vostri occhi sembrano certamente cose d’altri tempi, voi che avete a disposizione tanti, troppi paradisi in internet dove il sesso di tutte le età è esibito gratuitamente, diventando come è diventato una specialità commerciale. Quello che mi preme dire è che allora il poeta usava una disperata sincerità, che oggi pochi hanno per una forma di ipocrisia poco nobile, che ha inventato parole nuove per coprire quelle stilettanti di sempre.
Questi versi non furono cancellati ma soltanto cassati con un frego lungo la pagina, come se il poeta avesse voluto utilizzarli in altre opere. Si tratta, a ben vedere, di una omologazione di tipo sessuale, che Pasolini vede certo dapprima nelle classi borghesi ,ma che più tardi diventerà trasversale fino agli accoppiamenti attuali tra persone che hanno quaranta anni di differenza, come dimostrano le stranote vicende sessuali del nostro presidente del consiglio. Sarei contento se questi versi facessero discutere le giovani lettrici sdraiate sulla spiaggia, per capire fino a che punto è giunta quella confusione dei ruoli che tanto preoccupava, e ripeto non per motivi nostalgici, il nostro grande poeta.

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