Dalla rassegna stampa Cinema

Elliot Tiber, il suo motel perso nella campagna

L’evento epocale di Woodstock, la tre giorni di pace e di musica, trova la sua celebrazione anche al cinema. Uscirà in America il 14 agosto, nel giorno esatto del quarantennale del mega raduno, il film del prossimo presidente della Mostra del cinema di Venezia, Ang Lee, intitolato «Taking …

In Italia, distribuito dalla Bim dal 16 ottobre, il film è basato sul libro omonimo di memorie di Elliot Tiber, interpretato dal giovane comico americano Demitri Martin, che nel ’69, in maniera geniale e coraggiosa mise a disposizione il fatiscente motel in mezzo al nulla di proprietà dei genitori (interpretati straordinariamente da Imelda Staunton e Henry Goodman), di origine russo-ebraica. Tiber fu capace di mettersi contro la gran parte dei suoi concittadini della provinciale Bethel, piccola città rurale nello stato di New York, per questo concerto che dal 15 al 18 agosto del 1969 segnò l’apice della cultura hippy. La storia è curiosa: il raduno di mezzo milione di persone avvenne grazie all’estro di un giovane con tanta voglia di movimentare la vita del paesino rurale di Woodstock in cui il massimo è bersi un buon bicchiere di latte appena munto. Il film mostra folle di giovani che con ogni mezzo arrivano sulla collina per godersi lo spettacolo, anzi viverlo. E l’intrattenimento del film, con scene propriamente comiche, deriva dallo squardo ingenuo quasi incosciente di Tiber e dalle reazioni della tremendamente conservatrice famiglia di Tiber, omosessuale non dichiarato, su quanto sta improvvisamente accadendo in questa sperduta cittadina. Tra le scene più belle del film quella dell’iniziazione all’Lsd, ma si potrebbe dire alla libertà, di Tiber da parte di una coppia di hippies che assistono al concerto dal loro molto floreale camper. E il famoso palco dove si sono esibiti da Bob Dylan, a Jimi Hendrix, da Joan Baez a Ravi Shankar? Non si vede mai, se non da lontano come una sorta di isola di luce in mezzo a migliaia di persone. La musica c’è, ma solo in sottofondo e senza mai essere troppo protagonista. Ben trentadue brani compongono la colonna sonora tra cui la bellissima Can’t Find My Way Home di Steve Winwood. «L’uguaglianza, la pace, l’amore, il rispetto per Madre Natura furono l’essenza di Woodstock e la lezione che ci consegna anche oggi. L’unico atto violento fu una chitarra rotta sul palco», ha spiegato a Cannes Ang Lee, due Oscar come miglior film (La tigre e il dragone, Brokeback Mountain), due Leoni d’oro a Venezia (Lussuria e Brokeback Mountain), due Orsi d’oro a Berlino (nel 1993 con Banchetto di nozze e nel 1996 con Ragione e sentimento che ha poi ottenuto l’Oscar per la miglior sceneggiatura).

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