Dalla rassegna stampa Cinema

I gay Usa contro il gay Brüno

… «Ripetute scene del film mostrano situazioni e stereotipi che fanno dei gay il bersaglio degli omofobi». Questa la motivazione, comparsa sull'”Hollywood Reporter” del presidente della Glaad Jarrett Barrios sul film che ha come protagonista Cohen nelle vesti di un reporter omosessuale …

Cohen contestato

I gay contro un gay. Nell’imponente vespaio di polemiche generato già prima della sua uscita, “Brüno”, l’ultima fatica dell’impertinente folletto britannico Sacha Baron Cohen post “Borat”, è riuscito anche in questo intento. Nelle sale da venerdì in Gran Bretagna e negli Usa – da noi arriverà il 23 ottobre a mezzo Medusa -, è stato duramente criticato in America dall’associazione per i diritti degli omosessuali Glaad (Gay & Lesbian Alliance Against Defamation). «Ripetute scene del film mostrano situazioni e stereotipi che fanno dei gay il bersaglio degli omofobi». Questa la motivazione, comparsa sull'”Hollywood Reporter” del presidente della Glaad Jarrett Barrios sul film che ha come protagonista Cohen nelle vesti di un reporter omosessuale austriaco – «il più famoso nei paesi di lingua tedesca esclusa la Germania», si autodefinisce – alla ricerca della gloria nel mondo della moda e dello spettacolo. Barrios ha aggiunto come il film «tenda a ledere le concezioni della gente comune nei confronti dei gay, nonostante le buone intenzioni degli autori, che pensavano di combattere l’omofobia per mezzo della satira».
Al centro della rovente polemica ci sono alcune scene controverse, che, tra finzione e realtà, si intrecciano durante il film. In una, ad esempio, Brüno mostra una foto che lo ritrae in una vasca assieme al figlio adottivo a fianco di altri due omosessuali che consumano un rapporto sessuale – al quale si unirà successivamente Cohen. Nel finale della pellicola, poi, durante un match di lotta libera, Brüno comincia a spogliare il suo avversario, riempiendolo di baci. Un gesto troppo “amichevole” che scatena l’ira del pubblico presente, che comincia a vomitare ogni tipo di insulto nei confronti dei due e a tempestarli con un vigoroso lancio di oggetti – tra cui una sedia. Senza contare lo spezzone, questa volta direttamente dalla vita reale, che vede Cohen infilarsi in una manifestazione a favore della Proposition 8 – che il 4 novembre scorso ha bandito i matrimoni gay dalla California.
«Qualsiasi cosa vogliano dire scene simili, ciò non toglie che sono sicuramente sgradevoli, considerando quanta violenza debba spesso affrontare la comunità omosessuale», ha dichiarato il direttore generale della Glaad Rashad Robinson, in una lettera aperta al “Los Angeles Times” di qualche giorno fa. Rimarcando: «Solo lo scorso anno, l’Fbi ha riportato come i crimini legati all’omofobia siano in crescita dal 2005. E il mese scorso la National Coalition Anti-Violence Programs ha calcolato come questi siano aumentati del 27 per cento nel 2007 e di un ulteriore 2 per cento lo scorso anno». Anche Robinson riconosce che probabilmente le intenzioni degli autori non erano omofobiche, ma la sostanza resta. E cioè: «A più riprese la satira di “Brüno” non considera come vengono trattati i gay nella vita reale. E, volontariamente o meno, il film finisce per offendere la comunità omosessuale, anziché proteggerla».
Una frizione che, tuttavia, si era cercato di evitare da ambo le parti. In un comunicato, la Universal Pictures, che ha distribuito “Brüno”, ha tenuto a precisare che «la satira della commedia provocatoria vuole mettere in luce l’assurdità di diverse forme di intolleranza ed ignoranza, omofobia inclusa», confidando che la stragrande maggioranza del pubblico «apprezzerà le inequivocabili buone intenzioni della pellicola». Ma, soprattutto, prima dell’uscita di “Brüno”, la Universal aveva invitato le associazioni gay a visionare alcune scene “critiche” del film che «nella Glaad avevano suscitato preoccupazione», ha rivelato Barrios. Scene che, tuttavia, non sono state né tagliate, né modificate e che sono rimaste nella versione finale del film.
Una versione finale controversa anche per un altro motivo. In Gran Bretagna, “Brüno” è stato il primo film nella storia del cinema d’oltremanica a giungere nelle sale in due versioni distinte. Inizialmente, infatti, era stato vietato ai minori di 18 anni. Ma ieri il limite è stato abbassato a 15. Con conseguente taglio di un minuto e 50 secondi di «contenuti sessualmente inaccettabili». Tagli dell’ultimo minuto verificatisi anche in America, dove, in caso contrario, “Brüno” avrebbe ottenuto la scandalosa etichetta Nc-17 (cioè vietato agli under 17), che lo avrebbe escluso dalla maggioranza dei cinema a stelle e strisce. Nonostante tutto, comunque, la pellicola ha già accumulato quasi 6 milioni di euro in Gran Bretagna e una stima di altri 21 negli Usa. In entrambi i paesi è già in vetta ai rispettivi box office. Diverso il destino di “Brüno” su altri lidi. In Ucraina, ad esempio, è stato vietato, nonostante fosse già stata fissata la data di uscita (23 luglio). Motivazioni? Ancora del tutto ignote. La stessa data d’uscita è prevista nei cinema russi. Per ora “Brüno” non è stato bandito a Mosca. Ma il precedente di “Borat”, all’epoca vietato in Russia, non è un ricordo piacevole.

15/07/2009

Visualizza contenuti correlati


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.