Dalla rassegna stampa Cinema

Ak, Holly e Juliette, vivere «underground»

…Filth and Wisdom, Sacro e profano appunto, arriva sugli schermi estivi nostrani dopo la presentazione al festival di Berlino, due anni fa, dove venne accolto con delirio mettendo la Berlinale nel caos. Regista del film è infatti Madonna, la star planetaria che però qui decide di rimanere dietro …

C’è un po’ di sacro e profano nell’esistenza di ognuno anzi le due condizioni sono i lati di una stessa medaglia. Parola di Ak, musicista molto sotterraneo che aspettando la rivelazione distribuisce demo delle sue canzoni in giro e guadagna affitto, sigarette e i soldi per le prove del gruppo soddisfando le fantasie sadomaso (a dire il vero più maso) di uomini dall’aspetto irreprensibile. Bravi padri di famiglia, manager e quant’altro che adorano farsi frustare, interpretare il cavallo con Ak che è un furioso cavaliere, essere umiliati o giocare alla scuola, uno dei pezzi forti, dove Ak è il maestro armato di frustino, e si fa aiutare dalle due conquiline inminiskirt da liceali e cravattino scozzese. Una si chiama Holly (Holly Weston), studia danza classica con un maestro isterico e non ha un soldo. L’altra è Juliette, fugge da un padre simile ai clienti di Ak che però soddisfava i suoi vizi da buon padre borghese sulle figlie, lavora in una farmacia indiana ma vorrebbe andare in Africa a aiutare i bambini affamati. Poi c’è il Professor Flynn (Richard E. Grant), che abita al piano di sotto, è uno scrittore, ha smesso di scrivere quando ha perduto la vista, da allora è incattivito col mondo e non esce più di casa. Ama Ak che gli fa la spesa e gli «ruba» le poesie per metterci su la sua musica gitana arrabbiata. E c’è Sardeep ( Inder Manocha), il proprietario della farmacia che ama Juliette e non ce la fa più a sopportare la famigliona indiana, i molti figli e la moglie che gli urla sempre addosso…
Filth and Wisdom, Sacro e profano appunto, arriva sugli schermi estivi nostrani dopo la presentazione al festival di Berlino, due anni fa, dove venne accolto con delirio mettendo la Berlinale nel caos. Regista del film è infatti Madonna, la star planetaria che però qui decide di rimanere dietro alla macchina da presa non mostrandosi nemmeno per un secondo, come il vezzo di tanti registi vuole. E anzi per questo suo esordio sceglie uno stile indipendente, quasi low budget, di sensibilità delicata, set e passioni molto underground.
Pure se in questa scena londinese di musica, sentimento spericolato e irriverenza giovane c’è molto delle sue storie di artista, a cominciare dalla Cercasi Susan disperatamente di Susan Seidelman, la ragazzina coi pizzi e le calze a rete, stessa fantasia sognante e irriverente di un’ energia spensierata, di avventure da ragazzi e storie improbabili.
Eugene Hutz, il protagonista Ak, è il cantante «mitraglietta» dei Gogol Bordello (è stato Alex in Ogni cosa è illuminata), gruppo punk-gitano di tendenza che fa la stessa musica del film, ma realtà dell’autobiografia e scrittura della finzione anche con lui scivolano spesso l’uno nell’altro. Emigrante come Ak solo che negli Stati uniti, dove Hutz arriva da Kiev, abbandonata dopo la catastrofe di Chernobyl quando lui è ancora ragazzino, e dopo sette anni nei campi profughi, storie dolorose e dure che popolano le sue canzoni.
Si ride molto nel film di Madonna, ci sono momenti di tenerezza, buffi e ironici, ma anche di malinconia. In fondo questi personaggi che cercano di vivere come possono, inventandosi mezzi di sopravvivenza non sempre felici, se la portano dentro la tristezza, da un passato vicino e a volte pesante. Holly, coi suoi vestitini a fiori e i golfini rosa da danzatrice, finisce in un locale di lap dance, lei che studia sulle punte col pianoforte, si sente umiliata perché non funziona al palo. Però quando si scatena col gonnellino da studentessa fa il pienone. E mica è felice Ak di dispensare frustate sul culo di quei maschi tristi, in più è pazzo di Holly ma si limita a guardarla mentre dorme. E Juliette coi suoi fantasmi paterni e la sorella tutta vestita di nero che ogni tanto prova a cercarla.
Sacro e profano come le canzoni di Ak, e come le sue lezioni sulla vita di cinismo solo apparente. La scommessa del film sta in questa sua misura, nel gioco bello, spudorato e romantico, di questi ventenni. E di una regista che non ha bisogno di sé, dei grandi apparati spettacolari per farlo funzionare prendendosi il gusto, lei pure, di una scanzonata libertà.

DIVA FACTOTUM
Ciccone adotta, canta, compone

Anche regista- sugli schermi italiani da oggi con «Sacro e profano», l’attività di Madonna si muove su più fronti. Sul versante «privato», la sua richiesta di adozione di un’altra bambina africana, l’orfana Mercy James, sembra aver convinto tre giudici di una corte d’appello del paese africano. Due dei giudici avrebbero già presentato una relazione nella quale si incoraggia la cantante ad andare avanti, mentre il terzo avrebbe detto di essere «in completo accordo con gli altri due». La procedura di adozione è iniziata circa due anni fa ed era stata bloccata lo scorso marzo da un tribunale. Intanto riprende «Sticky & sweet», il tour dai maggiori incassi nel 2008, che ripassa dalle nostre parti per due date: il 14 luglio a Milano e il 16 a Udine. Ma se da noi è quasi tutto «sold out», molto più tiepida l’accoglienza in Francia dove le tappe di Marsiglia e Bercy sono state un flop. Così drammatico che Live Nation, il gruppo che segue in toto il merchandasing della diva, ha deciso di vendere i biglietti in saldo. Il costo scende così a 65 euro per Bercy e addirittura 40 per Marsiglia, la metà del prezzo iniziale. Sul fronte discografico, infine, Madonna sta lavorando su due nuovi brani- prodotti da Paul Oakenfold, che finiranno nel «best of», ultimo progetto «dovuto» alla sua vecchia etichetta, la Warner.

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