Dalla rassegna stampa Teatro

Crisi di identità e fame di sesso

A Roma sbarca “macadamia nut brittle” – Una storia di sesso ma anche della “difficoltà di ritagliarsi un’identità”. A Tgcom due dei protagonisti Anna Gualdo e Giuseppe Sartori.

L’attesa notturna di quattro divoratori di gelato Haagen Dazs (il “macadamia nut brittle” del titolo) in un reparto ospedaliero, su un aereo o in una casa dei giochi sull’albero. Sono solo alcuni degli elementi della nuova piéce dei registi Ricci/Forte, in scena al Teatro Belli di Roma fino all’11 giugno.

“Non sappiamo quale sia la verità… l’importante è che l’ambiguità sia chiara”, è lo slogan che apre lo spettacolo. Giuseppe Sartori, appena uscito dall’Accademia del Piccolo Teatro di Milano si cimenta con un ruolo inedito: “Sono Nut, al bivio tra l’adolescenza e l’età adulta, che non sa, che non vuole, che deve crescere”. Mentre Anna Gualdo, definita Musa ispiratrice dai registi ricci/forte spiega: “Sono Wonder Woman ma senza superpoteri. Sono una donna che non trova forma e che non ha un’identità, che sfugge la realtà e le responsabilità, identificandosi nelle vite degli altri, nelle serie tv. Ma in realtà non ci sono ruoli in questo spettacolo, ci siamo noi, c’è Anna con le sue paure, la sua storia personale e il suo bagaglio di disagio e inadeguatezza”. Sulla definizione di Musa rilancia: “E’ una grande responsabilità, e mi spinge a dare il massimo. E’ un onore avere degli autori così bravi che scrivono su di te e per te, e non capita tutti i giorni. E’ qualcosa che va al di la del puro lavoro teatrale, tocca le corde più profonde dell’anima. Ci conosciamo da tanti anni, e per discrezione non dico quanti. Per me sono come fratelli. Se vogliamo essere più precisi la collaborazione è cominciata con ‘Troia’s Discount’ nel 2006. Una vera rivoluzione copernicana”.

Giuseppe racconta perché ha deciso di accettare il lavoro dei registi, fresco di diploma in una delle accademie più prestigiose d’Italia: “La curiosità innanzitutto; non avevo mai visto niente dal vivo di ricci/forte; avevo visto solo qualche video, ma il tipo di lavoro mi incuriosiva, e poi una voglia di provarmi in qualche cosa che non avevo mai fatto; speravo (lo è stato) fosss un lavoro in cui avrei dovuto mettermi a confronto con le mie difficoltà, le mie resistenze, vergogne e pudori”. La cosa che lo ha colpito della scrittura di “macadamia nut brittle (primo gusto)” è “il linguaggio pulito e diretto, tagliente, essenziale mai ridondante, quasi chirurgico”. Tra i momenti più difficili dello spettacolo: “Il dovermi mettere a nudo, non in senso letterale (quello è stato più facile di quanto mi aspettassi), il dover essere emotivamente nudo avendo allo stesso tempo un forte controllo. Resta tuttora una difficoltà forte”. Interviene Anna: “E’ faticoso sia fisicamente che emotivamente. Non ci sono sconti. Il prezzo da pagare è alto ma ne vale la pena. E’ un lavoro che fa pensare, e che accende tutti i neuroni. Rarissimo oggi”.Anna specifica anche che il punto di forza del lavoro di ricci/forte è: “La loro scrittura ha la capacità di smuovere l’anima, di richiamare fuori emozioni, fantasmi e sentimenti. E’ intelligente, ironica, colta, poetica senza mai essere retorica perché fortemente aggrappata alla realtà. Non lascia chances all’attore, devi respirarla, viverla, aderire completamente al linguaggio. Non si recita con Stefano e Gianni, si è e basta, sei energia, una mitragliatrice di emozioni”.

Paura per le reazioni del pubblico? !Me lo sono spesso chiesto da quando è iniziato il lavoro; – risponde Giuseppe – la reazione dipenderà dal tipo e dalla qualità di ascolto che il pubblico avrà per lo spettacolo: se ci seguirà, se entrerà con noi in quello che facciamo riceverà certe immagini, se vedrà singolarmente le cose che accadono, superficialmente, avrà probabilmente altre immagini. Credo che questo sarà uno spettacolo che non dimenticheranno così facilmente, credo che per la forza di alcune scene e per la cruda verità di quello che viene detto la gentte potrebbe sentirsi molto scossa…credo questo perché un effetto così l’ho avuto anche io”. Anna, invece, decisa risponde: “Il pubblico deve solo ringraziare che ci siano degli autori e degli spettacoli così. E’ un godimento per gli occhi e le orecchie. Che piaccia o non piaccia, non si rimane indifferenti. Qualcuno si scandalizzerà? C’è ben altro oggi di cui scandalizzarsi”.

Tra i progetti futuri dei due attori: “Parteciperò al progetto “Festa di Famiglia” di Mandracchia, Reale, Toffolatti e Torres al Teatro India”, dice Anna mentre Giuseppe: “Macadamia andrà al festival Castel dei mondi di Andria a fine agosto. E’ l’unica cosa che so per certo finora. Per il resto si vedrà, continueranno i provini, e probabilmente un lavoro al Piccolo”. Qual è il messaggio che si vuole lanciare attraverso la messinscena? “La difficoltà di ritagliarsi un’identità”, conclude Giuseppe.

da http://www.tgcom.mediaset.it/

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