Dalla rassegna stampa Libri

Caro psicologo, racconta la mia vita Anni Sessanta, storia di un amore lesbico

L´ultimo libro di Valeria Viganò, “La scomparsa dell´alfabeto”, parla dei ricordi di Nona – Lei ha il terrore che le vicende della sua intensa esistenza vadano perdute per sempre … parte dalla scoperta della sua diversità sessuale. «Una lenta conquista fatta di umiliazioni e lotte, lunghe …

«Voglio che tu raccolga una storia, voglio raccontartela come uno dei miei romanzi, perché di scriverla davvero non sono più capace. Ho bisogno della tua memoria, visto che la mia sta per cedere».
Nona, un´anziana signora dalla vita molto intensa e in molti aspetti «diversa», non ha particolari paure personali né rimpianti. Tutt´altro. Ha tanti ricordi, belli o brutti poco importa. Ma, da quando le hanno diagnosticato una inesorabile malattia che attacca il cervello e rischia di cancellarle inesorabilmente la memoria, ha un autentico terrore: che i ricordi della sua intensa vita – con tutti i sentimenti di cui è stata felice dispensatrice o infelice vittima – vadano perduti per sempre. Perciò si rivolge a un suo vecchio amico psicologo.
Perché, ogni settimana, ogni mercoledì, con penna e matita o registratore, si sieda davanti a lei, comodamente sdraiata sul sofà, e ascolti e con pazienza raccolga e trascriva poi dettagliatamente i frammenti della sua esistenza, senza perderne nemmeno uno. E l´amico prima è un po´ riluttante, poi – forse perché anch´egli prigioniero d´una storia di abbandono coniugale – si convince che questa operazione-memoria merita d´essere affrontata e portata a termine.
Un´operazione-memoria – così sentitamente raccontata da Valeria Vigano – che ha come filo conduttore la tormentata storia d´amore di Nona con un´altra donna: la psicoanalista alla quale proprio il suo vecchio amico psicologo molto tempo prima l´aveva affidata. E che parte dalla scoperta della sua diversità sessuale. «Una lenta conquista fatta di umiliazioni e lotte, lunghe chiusure e silenzi con la madre che la disprezzava, per arrivare alla rivelazione fatta ai genitori».
«Era la fine degli Anni Sessanta, per la omosessualità, ancora considerata malattia, era un´epoca di oscura persecuzione». Passa per i momenti di gran piacere fisico e per quelli, sofferenti, del distacco, più o meno temporaneo. E per quelli, diciamo così, intermedi, dove amore e dolore spesso si confondono o si alternano a ritmo incessante.
E´ il bagaglio di una vita che vuoi non vada smarrito. «Forse tra un anno guarderò un ferro da stiro e non saprò chiamarlo per nome?…E poi guarderò il viso dei miei amici e il loro nome scomparirà?… La rubrica del telefono sarà un elenco indecifrabile di linee e numeri? Ah, dimenticavo, anche l´alfabeto scomparirà?».

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