Dalla rassegna stampa Cinema

Cinema gay: si candida a un premio la leonessa dell´argentino Trapero

“Leonera” torna sullo schermo stamattina dopo la proiezione di sabato sera …il film è la potente costruzione di una parabola di ribellione mai rassegnata attraverso primi e primissimi piani, che restituiscono ruggiti e tenerezze, fino allo struggente dileguarsi, in una problematica libertà, del …

«Leonera», in spagnolo. In italiano, la tana del leone. Nel film è una cella, l´angolo d´esistenza dove una donna – leonessa anche fuor di metafora – è stata ingiustamente rinchiusa e dove infuria per proteggere, oltre a se stessa, il suo cucciolo, Tomas, nato nella sua «tana». La protagonista, una superba e bellissima Martina Gusman, morde, ringhia, con la sua esasperazione di madre innocente, e graffia l´umiliante gabbia e i tetri visitatori di famiglia. Per due ore di film, per 4 anni della sua vita. Impressionante ritratto di un isolamento rabbioso e, insieme, di una disperata, ostinata fuga, nel nome di un riscatto da dare e da ricevere da un figlio ora inconsapevole, Leonera, presentato sabato sera davanti a un pubblico minuscolo ma sensibile, viene replicato stamattina, alle 11, all´Ambrosio 1: è uno dei dodici lungometraggi in concorso, uno dei pochi che già si candidano di prepotenza al primo premio. Coproduzione tra Argentina, Corea del Sud, Brasile, regia dell´argentino Carlo Trapero, 38 anni, una carriera sfolgorante aperta dieci anni fa dall´invidiabile opera prima Mundo Grua, il film è la potente costruzione di una parabola di ribellione mai rassegnata attraverso primi e primissimi piani, che restituiscono ruggiti e tenerezze, fino allo struggente dileguarsi, in una problematica libertà, del lungo piano sequenza finale.
Altra bella sorpresa del ventiquattresimo «Da Sodoma a Hollywood», nella sezione «Cinema in versi: Dorothy Porter» – contrastata l´altra sera dall´assalto goloso nella sala vicina a Fucking Different Tel Aviv, sedici punti di vista sul tema da parte di altrettanti registi gay e lesbiche – è il film dell´australiana Samantha Lang, The Monkey´s Mask, ispirato al romanzo in versi del 1994 della Porter: interpretato da un´intrigante Suzie Porter, piacevole musetto da schiaffi, e dalla reduce, sontuosa Kelly McGillis, il film, di coproduzione infinita (Australia, Canada, Francia, Giappone e Italia, cioè la Fandango che lo distribuirà prossimamente) è un abile crescendo di suspense a colpi di rime, un gioco a rimpiattino che scandisce, con la stessa, ironica implacabilità, versi e delitti.
(m.ser.)

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