Dalla rassegna stampa Cinema

Valérie: Raidue mi boicotta per la parola ninfomane

L’autrice: «Il mio libro irrita, è contro la morale imperante». Replica: «Nessuna censura»

MILANO — Prima la «censura » della locandina. Ora quella televisiva. Valérie Tasso, autrice di Valérie – Diario di una ninfomane, romanzo (in parte autobiografico) a cui è ispirato l’omonimo film di Christian Molina nelle sale dal 30 aprile, lancia pesanti accuse sulla libertà d’espressione nel nostro Paese. L’ultimo tassello è stato lo stop alla sua partecipazione, domani, a «Quelli che il calcio ».

«Sono sorpresa e preoccupata. Avevamo concordato tutto… cosa sta succedendo in Italia? Eppure so che Simona Ventura è una donna molto forte. Non capisco».

Sarebbe stata la direzione di Raidue a non approvare la presenza della scrittrice in trasmissione, ma solo per le tematiche che avrebbe affrontato, ritenute non compatibili con la fascia protetta. La rete ha però dato la disponibilità a ospitarla in un programma di seconda serata.

Una vicenda che si somma a quella della locandina del film, «censurata». Pare non tanto per l’immagine, un busto femminile con una mano che si insinua negli slip, quanto per quel termine: ninfomane. Ne è convinto Tommaso Tabarelli, direttore marketing di Mediafilm che distribuirà il film (90 copie) e che aveva anche provato a coprire le mutandine con una barra nera: «Le concessionarie di pubblicità non lo vogliono, neppure ‘censurato’: la parola ninfomane infastidisce più di tutto». La Tasso, ieri a Roma, ha dato la colpa al Papa e a Berlusconi: «Hanno una scala di valori che non può comprendere il film». Lei considera la sua Valérie un’eroina femminista. «Educhiamo le donne in modo che si astengano dal vivere per paura della loro sessualità ». D’accordo Belen Fabra, protagonista del film: «Perché darsi piacere deve esser un problema?».

Lunedì la commissione censura deciderà se vietare ai 18 o ai 14 anni la pellicola che, per la scrittrice, «dà fastidio perché inverte l’ordine morale imperante ». La tesi di fondo è: un uomo che ha relazioni con molte donne è considerato un tombeur de femmes, un ammaliatore, un Casanova. Viceversa una donna, bene che le vada, passa per ninfomane. Una parola che spaventa.

C. Maf.

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