Dalla rassegna stampa Libri

Due donne che fuggono la normalità

…”Erano tempi in cui i bar dei gay erano una porta buia in qualche recesso di Manhattan, e chi voleva andare in un certo bar scendeva dalla metropolitana una stazione prima o dopo quella voluta, per paura che lo sospettassero di essere omosessuale”…

Patricia Highsmith pubblicò Carol nel ´52 con lo pseudonimo di Claire Morgan. Edito nei tascabili Bompiani, il romanzo è uno dei migliori dell´autrice americana. Non essendo un romanzo di suspance, come il precedente Sconosciuti in treno, la Highsmith ebbe problemi a pubblicarlo soprattutto per il tema: la storia d´amore tra due donne. Come scrive la stessa Highsmith nella postfazione: “Erano tempi in cui i bar dei gay erano una porta buia in qualche recesso di Manhattan, e chi voleva andare in un certo bar scendeva dalla metropolitana una stazione prima o dopo quella voluta, per paura che lo sospettassero di essere omosessuale”. Senza togliere nulla alla curiosità dei lettori, si può anticipare che c´è un parziale lieto fine che suona liberatorio, seppur nel travaglio e nei tanti ostacoli che i personaggi devono superare per rivendicare un amore diverso. La giovane Therese lavora al reparto giocattoli di un grande magazzino; è lì che vede la più matura Carol, bionda e inquieta, e se ne invaghisce all´istante. Attratta da lei come da un magnete, Therese riesce a malapena a servirla (Carol è in cerca di una bambola per la figlia). Le due donne cominciano a frequentarsi. Therese lascia il fidanzato e la sua combriccola di artisti. Carol è più prudente: si sta per separare dal marito e rischia di perdere la custodia della figlia. Le due donne partono per un viaggio. Non sanno che un detective le sta pedinando per raccogliere le prove dello scandalo

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