Dalla rassegna stampa Teatro

Il carnefice dei gay e altre storie

Al Gobetti “Le cinque rose di Jennifer”, torna al PalaIsozaki “Notre Dame de Paris”

Al Carignano e all´Alfieri le repliche della “Villeggiatura” e dei Momix

È un drammaturgo da conoscere Annibale Ruccello, approdato al teatro dalla scuola di Roberto De Simone. L´occasione è offerta da Le cinque rose di Jennifer, che lo Stabile ospita al Teatro Gobetti da oggi a domenica. Lo recita il Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, una garanzia tra le giovani compagnie (nasce nel ´99 come sviluppo del Teatro Nuovo Il Carro). È il primo testo di Ruccello, scritto nell´estate del 1980; debuttò presso Na Babele Theatre di Napoli a dicembre, nonostante il terremoto del mese precedente. Allora, era quasi fantascienza: in una metropoli è istituito un ghetto per travestiti; i telefoni brulicano di contatti errati e spaventevoli e c´è un maniaco che gira, assassino gentiluomo: uccide e lascia mazzi di rose sui cadaveri. Qui, vive Jennifer, gay travestito, mestamente solo; passa le ore ascoltando Patty Pravo e cambiando vestiti, così inganna l´attesa di un amante sparito e spergiuro: costui latita da tre mesi, nonostante la promessa di riapparire; alla porta di Jennifer suona Anna, che forse è un maschio, ma il sesso non importa, è la suggestione che pesa: Jennifer sospetta sia il carnefice. Agli spettatori lo scioglimento della vicenda, che ammicca al noir. Innovativo fu Ruccello nel tracciare quadri confusi sessualmente ma di toccante e precisa umanità. Sono attori di qualità gli interpreti, Monica Piseddu e Arturo Cirillo, che firma anche la regia; le scene sono di Massimo Bellando Randone, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Pasquale Mari. Ancora fino a mercoledì, nella Sala Colonne del Gobetti, Enzo Moscato celebra Ruccello nel monologo a lui dedicato, Compleanno.
Tra le tante repliche di questi giorni, prosegue al Teatro Carignano fino a domenica la Trilogia della Villeggiatura dei Teatri Uniti, griffata da Toni Servillo: in circa tre ore, compreso intervallo, sono condensate tre commedie di Goldoni, Le smanie, Le avventure e Il ritorno.
Al Teatro Alfieri fino a domenica i Momix volteggiano sul tema della natura: Bothanica è il nuovo lavoro, frutto della fantasia visionaria di Moses Pendleton. Al Teatro Gioiello invece, chiuderà il 15 marzo dopo due mesi e mezzo di repliche straCOLLEGHI, redatto da Vera Matthews per Torino Spettacoli.
Torna a Torino anche il musical dei record: al PalaIsozaki da mercoledì a domenica David Zard presenta Notre Dame de Paris su musica di Riccardo Cocciante.
Prosa di pregio è mercoledì al Teatro di Rivoli: il Teatro Stabile di Sardegna insieme a Diablogues propone Pensaci, Giacomino!, una bella commedia di Luigi Pirandello del 1910; protagonista è un anziano professore che sposa platonicamente una fanciulla povera e da altri sedotta, per garantirle un futuro, grazie alla sua prossima pensione di vedova; la regia è di Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Da giovedì a domenica, infine, Santibriganti Teatro diverte al Teatro Garybaldi di Settimo con La sposa francese.

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