Dalla rassegna stampa Cinema

RELIGIOLUS di Larry Charles

Bill Maher (“Real Time with Bill Maher” e “Politically Incorrect”) e Larry Charles (“Borat” e “Curb your Enthusiasm”) ci fanno fare un divertente e irriverente giro del mondo mentre fanno traballare qualsiasi credo e dogma.

Questo documentario approda in paesi che tutti conosciamo attraverso i telegiornali: Israele, Inghilterra, Paesi Bassi, Italia (il nostro Bel Paese non poteva certo mancare) e Stati Uniti. L’acuta ironia del comico smuove le certezze di uomini del clero, estremisti, studiosi, politici, (ex)truffatori, gente comune, credenti e, sì, persino Dio.
Come si può ben immaginare l’omosessualità è un argomento tanto strumentalizzato quanto occultato da qualsiasi religione. Qui vediamo Bill Maher difendere il proprio pensiero personale (ed evidenza dei fatti diremmo noi) secondo il quale l’omosessualità non è esplicitamente condannata né nel Vecchio Testamento né da Gesù ed è bensì un comportamento naturale. Impresa difficile visto che il suo interlocutore è un improbabile gestore e fondatore di un’associazione “per tornare sulla retta via”, che così si definisce: “ex-gay”, sposato con una “ex-lesbica”, con la quale ha dei figli. La disputa comunque non è molto lunga, ma viste le ottime premesse sembra proprio che ne valga la pena. Il tema viene poi sfiorato anche in un secondo momento in un bar gay di Amsterdam gestito da due attivisti gay musulmani; incontro fugace perché già l’improbabilità della situazione parla da sé.
Le interviste sono intervallate da momenti di riflessione del comico stesso, da montaggi di vecchi film religiosi, immagini di repertorio o dichiarazioni pubbliche (ce lo ricordiamo tutti lo slogan “God hates fags”…? Bene, qui ci viene spiegato!) e da esilaranti sottotitoli.
Il film soffre un po’ dei limiti tipici del documentario: la mancanza di una trama fa sì che si spazi da un argomento all’altro, da un luogo all’altro senza molto tempo per metabolizzare le battute dette poco prima; e comunque non tutti i temi scottanti sono stati affrontati a mio avviso e alcuni, fra cui l’omosessualità, hanno trovato poco spazio.
Cosa più importante, forse il mondo non è ancora pronto per ammettere che i dogmi e i precetti religiosi sono, come dire, ridicoli in quest’era così razionalista; la gente, anche quella la cui fede sta un po’ vacillando ultimamente, non è ancora pronta a rinunciarvi del tutto per abbracciare lo scettico approccio del film, che sa un po’ di blasfemismo e che talvolta manca di sensibilità. Dopotutto, non si sa mai…!
Comunque lo scopo della coppia Maher-Charles, dichiarato fin dal titolo (contrazione delle parole “religion” e “ridiculus”) è salvo: il film è davvero divertente, ma non nel senso di “comico”, più che altro mette in luce il “sistema-religione” e le sue precarie fondamenta, e quindi ridiamoci su (per non piangere forse…!).
Attenzione: se sei credente, religioso, estremista, fanatista o chissà cos’altro, il documentario potrebbe risultarti un po’ oltraggioso e quindi la sua visione è (s)consigliata.

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