Dalla rassegna stampa Cinema

E Jude Law fa il travestito per “Rage” di Sally Potter

La «Rabbia» di Sally. Jude Law nell’inedito ruolo di Mix, modella trans dalla bellezza folgorante in «Rage»di Sally Potter, pamphlet contro «lo sfruttamento della bellezza per profitto»

Capelli corvini supercotonati, matita nera che esalta il blu degli occhi, bustino stretto sul petto. Uno dei divi più fascinosi della scena internazionale, lo sciupafemmine di Alfie e Closer, diventa Mix, una supermodella trans, in Rage, il film di Sally Potter in concorso ieri alla Berlinale. Travestimento riuscitissimo. Anche in versione biondo platino con collane a cascata, Law è conturbante e soprattutto funzionale al personaggio, una sorta di Naomi Campbell transgender alle prese con un difficile processo di autocoscienza. «Che cosa può fare una ragazza con i propri sentimenti? Proprio nulla, non è così? » è l’interrogativo che la presenta, quasi una didascalia, nell’affresco sul mondo della moda della regista di Lezioni di tango.
Un quadro patinato e colorato, come le riviste di settore, dove 14 personaggi, sempre soli sulla scena, sguardo in macchina, confessano a un misterioso, onnipotente Michelangelo, ansie, turbamenti, frustrazioni di un’esistenza esagerata. Accanto a Jude Law sfilano, nella variopinta galleria di tipi umani, attori famosi che hanno accettato di lavorare con compensi ridotti: «Tutti hanno dato il massimo», dice la Potter. Steve Buscemi è il fotografo ossessionato dalla magia dello scatto, Dianne Wiest è la manager di ferro, sorriso dolce e spiccato senso pratico («Oggi tutto è fatto in Cina. Non mi credete? Guardate bene dentro le vostre scarpe»), John Leguizamoè la guardia del corpo, Lily Cole è la modella-bambina (soprannome Foglia di lattuga), Eddie Izzard è il finanziere senza scrupoli («alla fine tutto e tutti finiscono in saldi»). Spicca nel panorama la magnifica Judi Dench, critico di moda, capace di lanciare il proprio sguardo cinico ben oltre i limiti di abiti e sfilate: «In questo gioco niente è nuovo. Se pensi di essere “in”, vuol dire che sei già “out”». [F. CAP.]

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.