Dalla rassegna stampa Cinema

Operazione Valchiria Tom Cruise protagonista del film di Singer

L’uomo che (non) uccise Hitler

A volte la mente fa strani scherzi. A proposito di un film che si presenta seriamente, parlo di Operazione Valchiria, mi riaffiora a sorpresa un ricordo buffo. Molti anni fa, a un festival di Locarno, un tipo estroso che fra amici chiamavamo la Madre Badessa, volle trascinarci al vicino cimitero di Minusio per visitare la tomba di Stefan George (1868-1933). Trovammo la lapide del poeta ingombra di fogliame e rifiuti, tanto che la nostra guida pretese dal custode una ramazza e montò in piedi sull’avello per spazzarlo. Ci raccontò, dall’alto dell’insolita tribuna, che George si era ritirato in quel tranquillo angolo del Ticino per prendere le distanze dalle convulsioni politiche della Germania. Ma quando morì la corona inviata ai suoi funerali dal ministro Goebbels non fu ritirata, rimase a marcire nel deposito della stazione. Fu una decisione degli adepti di «un circolo molto esclusivo» di cui facevano parte i fratelli von Stauffenberg, antica nobiltà, incluso il sottotenente conte Claus. Proprio il militare che una decina d’anni più tardi, avendo subìto nel ’43 in Tunisia la perdita dell’occhio sinistro, della mano destra e di due dita dell’altra, ed essendo pervenuto al grado di colonnello dello stato maggiore, avrebbe attentato alla vita di Hitler.
Sul personaggio vale la pena di leggere un puntuale libretto di Peter Steinbach edito da Bruno Mondadori: «Testimone nel fuoco». Lo animarono idealismo, patriottismo e senso del dovere: lo stesso amalgama che motiva la poesia di George, indiscusso maestro dei patrioti «diversi». Scoppiata la guerra, Stauffenberg si mostrò leale con i nemici e corretto verso la popolazione civile, mettendosi così in contrasto con gli alti comandi adusi a comportamenti ben peggiori. Ne derivò un’opposizione sempre più articolata. Fu così che Stauffenberg si trasformò in un aspirante chirurgo della storia: come Bruto, Bresci e gli altri che nei secoli hanno tentato di modificare a mano armata i destini della patria. Sotto tale profilo, fallita la vasta congiura che riuscendo avrebbe risparmiato al mondo ulteriori milioni di vittime, Claus fu atrocemente denigrato.
Perfino il New York Times, nel dare la notizia, lo chiamò «the assassin»: bella gratitudine da parte americana, non c’è che dire. E gli alleati non mossero un dito per aiutare gli antinazisti: «Sono fatti loro », dissero all’epoca.
A lavare l’onta arriva Tom Cruise, che in Operazione Valchiria, da ispirato europeo di complemento, illustra il tormentato itinerario spirituale dell’eroe. Sull’argomento c’era già stato, con parecchi altri, un film di Pabst non molto riuscito, Accadde il 20 luglio (1955). Sarà che l’inglese è una lingua abbastanza vicina al tedesco, ma qui gli attori anglosassoni (Kenneth Branagh, Terence Stamp, Tom Wilkinson e compagni) parlano e si comportano come veri ufficiali della Wehrmacht. Notevole anche David Bomber, grigio e viscido nella raffigurazione del Fuehrer annidato nella Tana del Lupo. Da accreditare al controllo rigoroso del regista Bryan Singer la perfetta ricostruzione ambientale, gli impeccabili costumi, la suggestiva fotografia; ma soprattutto il coraggio di non concedere niente al romanzesco. Perfino al tenero rapporto di Claus con la moglie si accenna soltanto e con insolita sobrietà.
Chi al cinema cerca solo lo spettacolo ne esce magari annoiato, ma chi sa approfittare dell’occasione impara cose importanti. Assume evidenza un contesto dal quale, giocando il caso la sua parte imprevedibile, si desume il disordine, l’incertezza e il generale intontimento di un’epoca. Il miserabile e sanguinoso balletto che segue la falsa notizia della morte di Hitler, diffusa e poi smentita, è qualcosa che non si era mai percepita con tanta chiarezza. E anche se il film non lo dice, il grido finale di Stauffenberg («Lunga vita alla santa Germania!») nacque proprio a Minusio fra i catecumeni di Stefan George.

La vera storia del fallito attentato compiuto dal conte von Stauffenberg Colonnello Al centro Tom Cruise nei panni di von Stauffenberg in una scena del film di Singer

Operazione Valchiria
di Bryan Singer
con Cruise, Branagh, Stamp

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