Dalla rassegna stampa Teatro

Un omaggio all’arte di Giuseppe Patroni Griffi

…in scena in una forma che è qualcosa di più – e di più complesso – di una lettura drammaturgica, uno dei romanzi più noti e belli di Patroni Griffi, «La morte della bellezza», che ambienta una storia d’amore omosessuale nella Napoli ferita dai bombardamenti …

Comincia stasera, nell’Auditorium del Bellini con un omaggio all’arte di Giuseppe Patroni Griffi l’ottava edizione di «Nuovi sentieri», la rassegna di teatro contemporaneo curata da Daniele Russo. Con la produzione di Teatro Segreto di Ruggero Cappuccio la regista Nadia Baldi (nella foto) porta, infatti, in scena in una forma che è qualcosa di più – e di più complesso – di una lettura drammaturgica, uno dei romanzi più noti e belli di Patroni Griffi, «La morte della bellezza», che ambienta una storia d’amore omosessuale nella Napoli ferita dai bombardamenti durante l’ultima guerra. «Una scrittura dove le parole fanno giochi acquatici e alludono a inimmaginabili profondità», dice del libro Cappuccio. E la Baldi spiega: «Ho rielaborato il testo affidando però a quattro voci femminili il racconto di una omosessualità che nell’originale è, invece, maschile». Con le quattro attrici davanti ad altrettanti leggii, ci sono in scena cinque musicisti che eseguono le composizioni scritte da Paolo Vivaldi per lo spettacolo: «Non a caso, continua la regista – il sottotitolo è ”Voci in concerto per Patroni Griffi”. ”La morte della bellezza”, infatti, punta molto sul lavoro che abbiamo fatto sulle voci e l’incastro tra esse e le musiche». Nella sua riduzione, la Baldi ha anche lasciato alcune descrizioni estreme di Patroni Griffi, ma – conclude – «sono tanto poetiche da non offendere il pudore di nessuno. E ad emergere, con un’attualistà sconvolgente è, alla fine, l’incapacità di vivere la bellezza da parte di due persone, ma anche di una città intera, ferita a morte».

«Nuovi sentieri» propone in questa stagione nove spettacoli in tre mesi. Ancora tematiche omosessuali prevede il secondo titolo, anche se in chiave comica: «Si salvi chi può!», scritto e diretto da Michele Danubio, messo in scena dalla compagnia diretta da Mario Santella. Da segnalare, poi, la «Cantata per la festa dei bambini morti di mafia» di Luciano Violante, che Gigi De Luca ha scelto di mettere in scena con la compagnia La Bazzarra e le musiche dei fratelli Mancuso. Ancora, «La presa di Torino, Juventus-Napoli 1-3», adattamento di un libro di Maurizio De Giovanni. In scena, Giuseppe Miale. Lucia Ragni, invece, a marzo proporrà un testo di Luisa Stella, «Zero zero», che interpreta con Rosario Del Duca, e di cui cura la regia. «La terra senza», poi, è la storia di due fratelli divisi dalla vita, che si incontrano dopo molti anni, proposta da Artisticamente e Fondazione teatro Politeama di Catanzaro. Studio di teatro è «Geometrie della passione» (quelle di Cassandra e Clitemnestra), di e con Aurelio Gatti e Cinzia Maccagnano. Infine, «Ombre di Guerra», scritto e diretto da Fabrizio Bancale, che racconta la guerra partendo dai due gemelli protagonisti di «Trilogia della città di K.» di Agota Kristof; e «Mannaggia al diavoletto», scritto e diretto da Giovanni Meola.

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