Dalla rassegna stampa Musica

Sanremo, Arcigay: quando Povia fa oh, che polemica

“E’ un colpo durissimo ai giovani gay di questo paese” – Prosegue la polemica sulla canzone ‘Luca era gay’, in concorso a Sanremo

Roma – Manco ancora qualche settimana al festival, ma le polemiche sono sempre in atto. A far discutere è la canzone ‘Luca era gay’ di Povia, in concorso alla prossima edizione di Sanremo. Aspre critiche vengono mosse dal presidente nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso. “La canzone si prefigura come un’operazione furbissima, molto ben congegnata, che fa passare un messaggio molto semplice: ragazzi guarite perché l’unica felicità sta nell’eterosessualità. Questo è un colpo durissimo ai giovani gay di questo paese, che già hanno difficoltà nelle famiglie e nella società. Le persone non stanno male perché sono omosessuali, ma perché c’è uno stigma sociale verso l’omosessualità”.

Il presidente nazionale di Arcigay ha preso l’esempio dell’articolo pubblicato sul quotidiano ‘La Repubblica’. “Quello che dice il giornalista è molto chiaro: la canzone viene costruita sull’assioma del pregiudizio di questi gruppi cattolici a cui fa riferimento Povia. C’è sempre una madre iperprotettiva, c’è sempre qualcuno che irretisce i ragazzi, si diventa gay ma non lo si è, e quindi succede che una persona diventa felice diventando eterosessuale. L’assioma è omosessualità/infelicità, eterosessualità/felicità”.

Mancuso ha sottolineato che il suo interesse non è polemizzare con Povia. “Il punto è che questa è un’operazione commerciale ma con una grandissima eco sui media. A noi non è stata data la possibilità di rispondere ad armi pari, e intendo anche agli esperti, agli psichiatri, agli psicologi, che contestano, e giustamente, quello che si vuol far passare con questa canzone. Questa canzone dura tre o quattro minuti, ma lascia un segno. A risposta di questo segno, noi non abbiamo la possibilità di difendere la vita delle persone. A noi non interessa polemizzare con Povia, e ritengo sia improprio. A noi interessa rassicurare e far comprendere a tutta la società che l’omosessualità è una variabile naturale della sessualità e dare delle informazioni corrette”.

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