Dalla rassegna stampa Cinema

Una tenera e realistica favola natalizia

Il 19 Dicembre nelle sale italiane arriva una bella favola natalizia che parla d’amore e tolleranza.

Sogni di mammo

“Baby Love” del regista Vincent Garenq è la storia di una coppia omosessuale fortemente unita, composta dal pediatra Emmanuel (Lambert Wilson) e dal suo compagno avvocato Philippe (Pascal Elbé). Tutto scorre felicemente fino a quando nel cuore di Emmanuel si fa strada l’ardente desiderio di avere un figlio.
L’idea dell’adozione non trova assolutamente d’accordo la controparte affettiva che mal digerisce l’idea di avere un dolce pargolo quadrupede per casa. Il rapporto, seppur forte, si incrina poiché il pediatra è deciso al tutto per tutto; ne è la dimostrazione il suo avvicinamento ad una terza persona, donna, la bella Fina (Pilàr Lopez de Ayala).

La genesi del film va ricercata, come confessa lo stesso Garenq, nell’avventura vissuta da un suo amico gay del liceo, Manu appunto, che insieme al suo compagno, parte con una coppia di lesbiche per un weekend; l’obiettivo è conoscersi meglio e valutare il progetto di concepire un figlio assieme.

La storia desta subito l’interesse del regista che, dopo aver raccolto tutti i particolari dal suo amico, intraprende una sorta di viaggio-documentario alla ricerca di esperienze di coppie omossessuali desiderose di avere un figlio. Per far ciò si avvale anche dell’aiuto dell’APGL (Associazione Genitori Gay e Lesbiche).
Il materiale così raccolto si traduce, dopo laboriosi passaggi, in un soggetto di 20 pagine che Rossignon decide di produrre con entusiasmo .

Il film, come purtroppo prevedibile, ha incontrato non pochi pregiudizi. C’è chi ha visto addirittura nel desiderio di figliolanza di Manu quasi un capriccio, come se il protagonista volesse un “giocattolino”…probabilmente se Emmanuel fosse stato una donna nessuno avrebbe avanzato tale ipotesi.

Garenq dichiara che: ” uno dei punti più affascinanti della storia è il modo in cui Emmanuel desidera un figlio, con la passione, l’ardore tipico di…una donna. Questo rende il momento dell’arrivo dell’agognato bebé altamente poetico, poiché rappresenta il giusto traguardo del combattivo e quasi disperato percorso da lui intrapreso.
Mi piace pensare che il mio amico Manu, ancora alle prese dopo dieci anni col suo inesaudito sogno, abbia trovato un po’ di consolazione nel finale felice della storia a lui chiaramente ispirata”.

Lambert Wilson, pur avendo una visione della paternità molto diversa rispetto al suo alter-ego Emmanuel, afferma che: ” interpretare un pediatra mi ha permesso di stare a lungo a contatto con i bambini e le loro famiglie. Mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto notare, con piacere, questa nuova generazione di padri che senza temere di risultare deboli e troppo femminili manifestano il loro enorme amore per i piccoli”.
Pascal Elbé è stato fin da subito convinto del suo ruolo: “Garenq racconta la storia dei protagonisti, senza eccessi, stereotipi, foulard svolazzanti ecc. E’ l’occhio lucido ed allo stesso tempo partecipe di un padre di famiglia etero su una coppia omosessuale di oggi raccontata senza demagogia”.

Insomma “Baby Love” con gran sapienza mette in risalto una questione moderna, di grande attualità, in maniera originale, estremamente realistica, priva di inutile compiacimento.

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