Dalla rassegna stampa Cinema

«Un film sull'angoscia di essere tedeschi»

L’attore difende la pellicola di Singer: in Usa critiche positive, in Germania stroncature …Le prime critiche al film, quelle di «Variety» e di «Entertainment Weekly» (ma anche una pagina del «New York Times » dedicata al regista Bryan Singer), sono state positive…

[Ricordiamo ai nostri lettori che il regista Bryan Singer è gay dichiarato, ndr]

Operazione Valchiria
Tom Cruise: false polemiche sulla storia dell’uomo che cercò di uccidere Hitler
Più positive del previsto le reazioni americane alla prima proiezione Convincente per i media «la carica di suspense»

NEW YORK — «Il nostro film si basa su un fatto vero anche se non volevamo realizzare un documentario o una pellicola per History Channel. Il nostro è uno spettacolo capace di far rivivere una pagina della Storia che ha molte valenze contro ogni totalitarismo e distorto abuso di potere ». Tom Cruise parla di
Valkyrie, il film su un fallito attentato a Hitler nel ’44, piano guidato dal colonnello Claus von Stauffenberg. A fianco di tutti gli altri attori del cast (da Kenneth Branagh a Terence Stamp) dice: «Penso che sia inutile ormai parlare di tagli, rimontaggi, scene rigirate e altre illazioni o falsità. Io vi posso dire che la Germania ha prodotto con ingenti somme di denaro Valkyrie e che la famiglia di von Stauffenberg è sempre stata, tranne uno dei figli, al nostro fianco. I materiali e gli album di fotografie che mi ha fornito mi sono stati utilissimi».
Non è una difesa quella di Cruise. Come non lo è quella in cui nega ogni «totalitarismo » di Scientology e, quindi, rifiuta paralleli accusatori con il fatto che proprio lui abbia interpretato un uomo che negava ogni abuso di potere o sopraffazione psicologica.
Le prime critiche al film, quelle di «Variety» e di «Entertainment Weekly» (ma anche una pagina del «New York Times » dedicata al regista Bryan Singer), sono state positive. Applauso incondizionato «alla carica di suspense e di intensità resa visivamente dal film in modo straordinario».
La pellicola sarà sugli schermi Usa a Natale e da fine gennaio in Europa e in Italia avrà il marchio 01 con il titolo Operazione Valchiria. Anticipa Cruise: «Farò molte tappe in Europa per spiegare il film. Voglio andare sereno in Germania, in Italia, in Francia dove le lunghe mani del nazismo, del fascismo, del collaborazionismo hanno segnato la Storia e, quindi, si ricollegano a un uomo che con altri si dissociò dal nazismo e cercò di eliminare Hitler, di neutralizzare il potere dei suoi uomini ».
Il film nella versione che Tom Cruise ha mostrato, non inizia a Berlino, ma nel deserto della Tunisia dove, alla guida di una pattuglia di ufficiali e soldati tedeschi, il colonnello Claus von Stauffenberg, rifiuta un ordine per il quale egli presume moriranno tutti i suoi uomini: «Ciò che mi interessa non è far vincere il mio Paese, che non è più tale a causa degli ordini che ricevo, ma salvare vite, uomini e onore». Subito dopo un’esplosione lo priva di un occhio e della mano sinistra mentre alla destra gli saranno amputate due dita. Nella primissima scena, quasi un antefatto, si era visto il nobile tedesco scrivere in una pagina di diario la sua volontà di dissociarsi da ogni atrocità nazista. Nella terza sequenza, trasportato in un ospedale di Berlino, lo vediamo su un letto in stato di incoscienza, poi a casa con la moglie e i figli. Poi prende il via la vicenda, basata sul complotto degli ufficiali dissidenti (il leader con Cruise è Kenneth Branagh).
Ammette Tom: «La Storia non crea suspense quando si conoscono il fallimento di ogni attentato contro Hitler, il suo suicidio, la fucilazione degli uomini che avevano cercato di fermarlo. La tensione del film deriva dal ritratto di uomini che fanno onore alla Germania e che interpretano in modo ben diverso “quell’angoscia di essere tedesco” di cui sempre molto si parla». In che senso? Risponde Tom, all’ unisono con lo sceneggiatore Cristopher McQuarrie, da sempre collaboratore di Singer: «La messe di film sul nazismo ha radici in questa “angoscia”, rivela il desiderio di capire cosa generò l’Olocausto, cosa trasformò un popolo. Nell’assurdo perché di genocidi passati e contemporanei va cercata la suspense del film, che è profondamente pacifista».
Per nulla «perdente» in un periodo della carriera in cui non ha ottenuto alti incassi (ma che lo vede candidato ai Golden Globe per la sua interpretazione in Tropic Thunder)
Tom dice: «Ho preso un anno sabbatico per stare con la mia famiglia e con i miei tre figli per i quali voglio interpretare una commedia. Di tutti i miei impegni futuri, nei miei prossimi “anta”, vorrò essere fiero di Nato il 4 luglio, Leoni per agnelli e Valkyrie ».
Attentato
Tom Cruise in due scene di «Valkyrie»: è il colonnello che organizzò il fallito attentato a Hitler

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In Germania quasi solo stroncature

BERLINO — Dopo l’anteprima newyorkese, la stampa tedesca ha stroncato Operation Valkyrie, criticando soprattutto l’interpretazione di Tom Cruise di Claus Schenk von Stauffenberg (foto), autore del fallito attentato a Hitler. Per Tagesspiegel, Cruise «ha rovinato definitivamente la sua immagine di attore». Ironizza Die Welt: «Forse questa volta a Cruise hanno coperto con la benda l’occhio giusto». In controtendenza solo Sueddeutsche Zeitung, che parla di film «storicamente corretto».

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